Gazzetta di Modena

Modena

Zocca, la collina rilancia la coltura del castagno

di Andrea Ghiaroni
Zocca, la collina rilancia la coltura del castagno

A pochi giorni dalla sagra che per tre weekend richiama migliaia di turisti il sindaco Balugani punta sui contributi del Programma di Sviluppo Rurale

3 MINUTI DI LETTURA





ZOCCA. Rimessa a coltura dei castagneti abbandonati e impianto di nuovi, puntando sull'innovazione sia nei metodi di coltivazione che nell'adozione di nuove varietà a fianco di quelle tradizionali. Sono questi gli ingredienti principali per stimolare la ripresa della castanicoltura nei territori dell'Appennino modenese ad Est del Panaro, portandola a raggiungere valori di fatturato ragguardevoli. Ampliare le superfici a castagneto e tornare a far crescere la produzione di castagne e marroni sono, quindi, tra gli obiettivi per il rilancio dell'economia in montagna. A maggior ragione ora che, grazie ad un programma nazionale, la lotta biologica intrapresa alla vespa cinese (l'insetto killer del castagno) sta dando i primi risultati, salvaguardando la fruttificazione dei castagni grazie all'introduzione nei castagneti della sua antagonista naturale (il parassitoide "Torymus sinensis"). «La castanicoltura - spiega il sindaco Pietro Balugani- è sicuramente una grande risorsa per i nostri territori, ma è necessario avere il coraggio di innovare sulla sua produzione e di puntare seriamente su forme di turismo ambientale e sostenibile dove il paesaggio del castagno, gli alberi secolari e gli ecomusei diventano risorse strategiche». Nello stesso tempo, occorre incidere sulle filiere di commercializzazione dei prodotti e costruire sinergie attraverso l'associazionismo locale e la partecipazione a “reti” di sistemi più ampi. «I castagneti - continua Balugani - svolgono da sempre un ruolo preminente tra le nostre formazioni forestali, non soltanto per la produzione di castagne e marroni ma anche per l'elevata produttività, la qualità e la varietà degli assortimenti legnosi. Nello stesso tempo, rappresentano un importante elemento paesaggistico e naturalistico dei nostri territori». «Per trovare risposte a queste aspettative - aggiunge il primo cittadino di Zocca - si punta molto sulle risorse del Programma di Sviluppo Rurale 2015-2020 che dovrebbe riservare quote di finanziamento per i castagneti». Attualmente, nelle zone di Zocca, Guiglia e Montese, la produzione teorica di marroni si attesterebbe sui 700 quintali all'anno. Stessa cosa varrebbe anche per la produzione di castagne (oltre 700 quintali annui). «Causa - dice Balugani - la presenza della “vespa cinese“ e anche della siccità che ha colpito dal 2009 in poi fino allo scorso anno, la produzione di marroni e di castagne si è, però, sensibilmente ridotta intorno ai 200 quintali in entrambi i casi». Per l'anno in corso, le previsioni sono migliori rispetto al 2013. I dati sui territori di Zocca, Guiglia e Montese dimostrano che sono circa trecento gli ettari destinati alla castanicoltura da frutto, di cui 240 coltivati e in produzione. Di questi, 120 ettari sono coltivati a marroni e 120 a castagna da farina. «Le principali cultivar presenti nell'area di riferimento - afferma il sindaco di Zocca - sono il marrone di Zocca in diverse varietà e le castagne “Pastonese“ (che è quella più adatta per produrre farina), Sborgà, Svizzera, Carraresee Biancherina. Per il marrone di questi territori la Camera di Commercio di Modena, in collaborazione con il Gal - Antico Frignano Appennino Reggiano, ha creato il marchio di tutela “Marrone di Zocca”, al quale hanno aderito 56 produttori (tra Zocca, Guiglia e Montese). Le aree più interessate per la raccolta sono numerose. A Zocca sono Montombraro, Montecorone, Monte San Giacomo e i dintorni del capoluogo; a Guiglia sono Roccamalatina, Samone e Castellino; a Montese sono Montalto, Semelano, Maserno e Iola. «La destinazione principale - conclude Balugani - è il consumo fresco per quanto riguarda il marrone e la trasformazione in farina per le castagne». Le modalità principali di commercializzazione sono la vendita diretta da parte dei produttori nelle varie giornate dedicate alla "Sagra della Castagna" (che quest'anno si svolgeranno il 12, il 19 e il 26 ottobre) ma anche direttamente nelle proprie aziende agricole.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google