Gazzetta di Modena

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AUTOSTRADA DEL SOLE

Aude Pacchioni era assessore «Per noi significava progresso»

«Nei primi anni Sessanta in consiglio comunale si dibattè molto per l'autostrada che stava arrivando: i partiti dell'epoca avevano a cuore il progresso, ma c'era anche la preoccupazione di non...

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«Nei primi anni Sessanta in consiglio comunale si dibattè molto per l'autostrada che stava arrivando: i partiti dell'epoca avevano a cuore il progresso, ma c'era anche la preoccupazione di non tralasciare le decisioni legate al sociale e a scuole e asili nido».

Sono i ricordi di Aude Pacchioni, presidente dell'Anpi e all'epoca assessore alla sanità e ai servizi sociali nella giunta del sindaco Triva.

«Ho ben presente il clima dell'epoca, sopratutto ricordo un Consiglio comunale dei primi anni Sessanta che fu molto importante per decidere dove volevamo andare. Tutti eravamo per il progresso che avrebbe portato l'Autostrada del Sole, visto che tra Modena e Bologna si usavano gli autobus perché c'erano pochissimi treni, ma appunto non volevamo tralasciare lo sviluppo del sociale. La Dc era forse più appiattita sulle pressioni delle case automobilistiche, mentre Pci e Psi erano più attente a scuola, sanità e tutto il comparto del sociale che tenemmo a battesimo in quel periodo. Il confronto in consiglio fu molto approfondito e c'erano diverse opinioni, ma c'era il rispetto per le istituzioni sia in maggioranza che in opposizione».

In quegli anni Modena stava iniziando a crescere, erano gli anni del boom economico. «Certo, uscivamo dalla terribile guerra e le ferite si stavano rimarginando, era cominciata la ricostruzione. Per questi motivi c'era la preoccupazione di investire non solo sulla nuova autostrada, ma tenere insieme i tanti aspetti complessi della società senza abbandonare nessuno. Tra l'altro già all'epoca Modena era tra le città più sviluppate in Italia e ora si vedono i frutti di quei primi investimenti in asili, scuole, centri per gli anziani. Proprio in quel tempo si sviluppava anche l'artigianato e la piccola industria, prima il villaggio Madonnina con il sindaco Corassori e poi il villaggio Modena Est».

Ma c'era attrazione in quegli anni per l'A1?

«Certamente sì, tutti eravamo molti attratti dall'ipotesi di avere l'auto privata, in questo modo essendo più liberi, perché era lo sviluppo della civiltà».

Ma ci furono problemi per i terreni su cui passava 'A1? «Certo ci furono molte discussioni e ci furono degli espropri". La signora Pacchioni, nata nel 1926 a Soliera, era giovanissima ma partecipò attivamente alla Resistenza con il nome di battaglia "Mimma"». Finito il conflitto mondiale Aude Pacchioni si occupò della questione femminile, visto che le donne solo con l'arrivo della Repubblica iniziarono a votare, da un punto di vista sindacale, politico e sociale. Dal 1960 Pacchioni diviene assessore ai servizi sociali e alla sanità in Comune, divenendo una delle principali artefici della costruzione del notissimo modello emiliano di welfare. (s.l.)

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