Bper, ecco come sarà il futuro delle filiali
«Al posto degli sportelli tradizionali punteremo su consulenze, rapporti on line e vendita di prodotti complessi»
«Banca Popolare dell’Emilia Romagna sta ridisegnando la modalità di presidio del territorio, una riorganizzazione della rete distributiva che cambierà il futuro delle nostre filiali». Con queste parole Pierpio Cerfogli, vice direttore generale Area affari del Gruppo Bper, spiega la riconfigurazione che la banca sta tracciando nella propria struttura organizzativa. Un Piano che ha l’obiettivo di attrezzarsi in vista di appuntamenti basilari per le prospettive del sistema bancario.
Cerfogli è un manager di 52 anni che dal 1981 lavora nel Gruppo, laureato in Economia, abituato a trottare lungo la Penisola sia per gli incarichi precedenti sia per questo ruolo di coordinatore della nuova rete distributiva che prevede 9 Direzioni Territoriali e 30 Direzioni di Area.
«Questo modello organizzativo - dice Cerfogli - vuole dare vita a nuove forme di ascolto della clientela presidiando i territori in maniera diversa. Il processo di incorporazione delle tre banche di Campania, Mezzogiorno e Ravenna ci ha offerto lo spunto per una ristrutturazione con tre obiettivi: una maggiore capacità di ascolto dei clienti, la semplificazione della struttura e la razionalizzazione dei costi, perché non c’è dubbio che il modello precedente determinasse costi elevati».
«La politica di apertura di filiali che aveva caratterizzato il sistema bancario in passato - continua Cerfogli - portava ad aprire quasi uno sportello per quartiere, con sovrapposizioni che oggi non hanno più alcun senso. La nuova struttura sarà decisamente più snella perché le 30 Direzioni di Area potranno godere di una autonomia davvero molto ampia. Le 9 Direzioni Territoriali (2 al Sud, 2 al Centro e 5 al Nord con particolare, logica attenzione all’Emilia Romagna) fisseranno dei tetti e delle linee direttrici lungo le quali le Direzioni d’Area potranno muoversi con la massima libertà. Certe decisioni non possono essere accentrate e potremo così garantire sia il rapporto diretto con il cliente sia la rapidità di risposta alle esigenze locali».
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E su questo punto Cerfogli ricorda che il livello di soddisfazione del cliente, testato più volte, continua a risultare elevato: «Ma dovremo migliorarlo ulteriormente - ribadisce - senza dimenticare che anche di recente abbiamo ottenuto riconoscimenti importanti riguardo il nostro livello reputazionale, un ambito in cui siamo al primo posto in Italia».
Ma tutto questo perché. Che cosa sottende tutta questa attività di rinnovamento?
«Ormai è risaputo - risponde il vice direttore generale - che le banche sono sottoposte ai test della Bce e si sa che il loro destino passerà inevitabilmente per grandi concentrazioni. Non ci sarà più posto per tante banche medie o piccole. Quindi, detto molto banalmente, Bper vuole essere tra le banche che aggregheranno altre realtà e non fra quelle che saranno fagocitate. Per fare questo occorre incrementare sempre più il patrimonio e razionalizzare tutta l’attività, partendo dal presupposto che il trend dei ricavi, in linea generale, nel prossimo futuro non potrà essere brillantissimo e dunque occorre lavorare con saggezza sui costi».
Su questo punto Cerfogli sottolinea un elemento recente che induce a riflettere: «I dati del credito in Emilia Romagna - ricorda - non di Bper ma di tutto il sistema bancario evidenziano un -2% degli impieghi, un calo piuttosto significativo rispetto a un anno fa e questo nonostante l’incremento dei mutui residenziali dovuto a prezzi e tassi più che mai favorevoli».
Ma l’autentica novità che questa ristrutturazione porta con sè riguarda il concetto stesso di filiale e il futuro degli sportelli bancari.
«È proprio così - dice ancora - perché già dal 2015 partiremo con un progetto molto importante per accompagnare le imprese negli investimenti all’estero. Ormai è palese che le aziende sono state selezionate in base alla loro capacità di esportare e lavorare in ambito internazionale. Bper è pronta per supportare le imprese in questo senso. Poi è vero che il futuro delle filiali è destinato a mutare. L’avvento del digitale, la multicanalità, il fatto che i giovani tendano a non andare più in banca sta rimodellando la fisionomia delle filiali, sempre meno sportelli in senso tradizionale e sempre più uffici di consulenza con utilizzo crescente di rapporti on line. L’incremento dei servizi di consulenza e la vendita di nuovi prodotti complessi potranno caratterizzare le filiali del futuro. Consulenza fiscale, assicurativa, immobiliare, previdenziale, su questo dovremo lavorare in misura crescente nell’ottica di garantire stabilità e sicurezza al cliente, che questo tende a chiedere alla banca».
Bper è una realtà bancaria ai primi posti in Italia con quasi 1.300 sportelli - oltre 800 il Gruppo Bper più quelli del Polo sardo e della Cassa di Bra - e un milione e mezzo di clienti. Inevitabile chiedere se la ristrutturazione potrà portare a una riduzione occupazionale. Ma su questo punto Cerfogli è categorico: «La risposta è no. Se mai non sarà il numero dei dipendenti a ridursi ma sarà necessaria una loro riqualificazione per rispondere alle nuove esigenze».
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