Chiude l’azienda Gmc di Carpi
Un’altra realtà del settore macchine per legno in crisi. Aveva 21 lavoratori
Un’altra azienda di Carpi legata al settore delle macchine per legno è stata messa in ginocchio dalla crisi e ha chiuso i battenti, dopo anni di ammortizzatori sociali come misura per tutelare i lavoratori. Si tratta della Gmc di via Puglie, presente sul mercato da oltre quarant’anni, nota sia in campo nazionale, sia all’estero, costretta a cessare l’attività lo scorso settembre. La Gmc era specializzata nel settore metalmeccanico, in particolare in macchine per la lavorazione di pannelli in: legno, truciolare, multistrato, laminato, compensato e legno massello. La chiusura ha avuto ripercussioni anche dal punto di vista occupazionale: sono infatti 21 i lavoratori dell’azienda, messi in mobilità. La Gmc ha aperto a cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta. L’azienda era di proprietà della famiglia Ghidoni e la moglie del fondatore appartiene alla famiglia Signorino, nome famoso dell’imprenditoria carpigiana, legato a sua volta al settore delle macchine per legno. Sono in molti, infatti, a ricordare la Sicar, condotta da Vito Signorino.
«L’azienda si è trovata costretta a chiudere lo scorso settembre, nonostante fosse una ditta storica del comparto locale - spiega Alessandro Santini della Fiom Cgil di Carpi – la Gmc lavorava per le aziende che creano macchine per legno e ha risentito della crisi del comparto. Dopo quasi cinque anni di ammortizzatori sociali la Gmc ha ritenuto opportuno cessare l’attività.Una decisione per prevenire problemi che altre procedure avrebbero implicato. Per i 21 lavoratori che prestavano servizio in azienda si è aperta così la mobilità».
Serena Arbizzi
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