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FIORANO. ANCORA POLEMICHE TRA I GRILLINI

Di Fede: «Tutte accuse false»

L’ex consigliere del M5S attacca i vertici locali. «Sempre esclusa»

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FIORANO. «Forza Italia difende i 5 Stelle e il capogruppo consiliare se ne vanta? Interessante, visto che questa stessa persona ha un figlio assessore della giunta Pd dello stesso Comune». Samanta Di Fede, ex consigliere 5 Stelle, torna sulle sue dimissioni e sulle critiche mosse agli ex colleghi e replica alle accuse di Giuseppe Amici. «Amici e altri definiscono le mie accuse false e diffamatorie. Di ogni mia affermazione posseggo le prove, sono stata disponibile ad un confronto fra le parti alla presenza di mediatori esterni ma il gruppo non ha dato risposta in merito, così come non ha dato risposta alla mia richiesta di chiarimenti sulla mia esclusione di giugno e a tante altre domande. Peraltro, se qualcuno continuerà a diffondere bugie sul mio conto, valuterò le vie legali». Poi la Di Fede sottolinea ciò che l’ha indotta a lasciare il gruppo consiliare. «Nel giugno scorso mi sono dissociata dalle decisioni del gruppo M5S Fiorano, in seguito all’esclusione dal gruppo di Fiorano con votazioni antidemocratiche, fuori dall’ottica del movimento. Il 10 luglio sono venuta a sapere della decisione dei due colleghi di dimettersi, il 17 c’è stata la surroga. Sono tornata il 5 settembre e, in seguito ad una mail da Lupone in cui mi chiedeva di incontrarci, comunico la disponibilità. Mi viene risposto da Amici di guardare sul MeetUp e di non avere fretta. La prima riunione aperta a cui partecipo è l’8 settembre in piena festa del Santuario, al pub, un tavolino in strada in mezzo al caos. In seguito ho ricevuto mail del capogruppo che m’invitava a sollecitare l'amministrazione a fornirmi i documenti per il consiglio comunale dato che non era compito suo provvedere. Il 22 settembre c’è un’uscita pubblica a nome del M5S di cui non vengo messa a conoscenza. Chiedo chiarimenti; alla riunione mi viene detto che non c’era tempo di discuterne. Pubblico un verbale sul MeetUp attivisti di Modena che viene ignorato, pur essendoci riferimenti alla grave situazione del gruppo di Fiorano. Il 22 settembre il capogruppo riceve i documenti del consiglio comunale che mi invierà il 29. Il 30 decido di dimettermi: non voglio rispondere dell'operato di persone che non mi coinvolgono. Amici e Lupone dichiarano di aver presentato 61 azioni in consiglio, la conferma dell’ operare senza il mio coinvolgimento».

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