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La campana civica torna in municipio

La campana civica torna in municipio

Dopo il crollo della torre civica del 3 giugno 2012 la Soprintendenza ai Beni Culturali, in collaborazione con i vigili del fuoco, ha prelevato la campana dalle macerie e l’ha portata presso il...

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Dopo il crollo della torre civica del 3 giugno 2012 la Soprintendenza ai Beni Culturali, in collaborazione con i vigili del fuoco, ha prelevato la campana dalle macerie e l’ha portata presso il centro di raccolta di Sassuolo, dove è rimasta fino a giugno 2013. In quel periodo il restauratore Nicola Salvioli, dopo aver concordato con l’amministrazione comunale permessi e procedure, l’ha prelevata per portarla presso il proprio laboratorio a Firenze col fine di effettuare i lavori di pulitura delle superfici interne ed esterne, la rimozione degli elementi corrosivi e per effettuare un trattamento protettivo. Martedì la campana ha fatto ritorno nella sua Novi presso il municipio temporaneo di viale Vittorio Veneto, dove rimarrà in esposizione nella sala d’ingresso (nella foto).

«La campana risale al 1523 quando fu donata alla comunità novese da Alberto III Pio da Carpi ed è stata rifusa, a causa di una probabile rottura, nel 1928 da Giovanni Cavani di Spilaberto, con l’aggiunta del simbolo del fascio littorio - spiega il restauratore Nicola Salvioli - La campana Civica rappresenta un prezioso cimelio storico che da secoli scandiva il tempo della comunità, proprio per questo sono molto soddisfatto di aver portato a termine il lavoro, con l’auspicio di consentire ai tutti i cittadini di poter ammirare un pezzo della loro storia».

«Il restauro è stato eseguito con grande abilità e professionalità e siamo soddisfatti del lavoro svolto - analizza Marco Mozzo funzionario di zona della Soprintendenza ai Beni Culturali di Modena - La Soprintendenza ha tenuto particolarmente a questo progetto per consentire alla cittadinanza novese di mantenere intatte le proprie radici».

«L’amministrazione ringrazia la Soprintendenza e il restauratore Salvioli che hanno reso possibile questo importantissimo recupero - spiega il Sindaco Luisa Turci - A più di due anni dal sisma, il continuare a lavorare per riappropriarci dei simboli che hanno caratterizzato da secoli la nostra terra è un modo per reagire alla catastrofe che ci ha coinvolto e rappresenta l’unica strada per rimanere ancorati alla nostra storia».

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