Lavori al torrente Tiepido: detriti, tronchi e pericoli
Decine di alberi tagliati alla radice e legname accatastato, degrado nell’alveo e segni profondi sul terreno creano smottamenti: «Sembra passato un tornado»
Decine e decine di alberi tagliati alla radice, segni profondi lasciati dai macchinari nel terreno dell'alveo e degrado con cumuli di legna non ancora rimossa: fa discutere l'intervento di manutenzione «che non veniva fatto da 20 anni» lungo il torrente Tiepido, e che in queste settimane sta svolgendo la Woodenergy, azienda inglese specializzata in legnami, nella zona di Portile, su mandato del Servizio tecnico di bacino.
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L'intervento rientra nel piano lanciato dalla Regione dopo l'alluvione del 19 gennaio scorso, che «prevede la pulizia dei fiumi Secchia, Panaro e Tiepido con il taglio di arbusti e piante secche». Ma i cittadini della zona di Portile contestano i lavori troppo impattanti su flora e fauna della zona. «Sembra passato un tornado e dove c'erano alberi e vegetazione ora non è rimasto niente. È stata fatta terra bruciata in un'area che dovrebbe essere tutelata, e più che manutenzione mi sembra che sia stato fatto un disboscamento selvaggio. Qui c'era un percorso ciclabile e d'estate le piante offrivano ombra e fresco a ciclisti e sportivi. Oggi non è rimasto niente di tutto ciò. Forse questi lavori si potevano svolgere in modo diverso, con criterio e con più rispetto dell'ambiente», spiega una residente della zona.
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In alcune zone lungo il torrente, rami tagliati e diverse cataste non sono stati ancora rimossi e questo potrebbe creare ulteriori problemi, oltre a «dare un senso di degrado in una zona naturale. Per fortuna che in questi giorni non è venuto a piovere perchè se il Tiepido si ingrossava, tutta questa legna sarebbe andata a creare dei problemi, come poi si è visto qualche mese fa nella zona della Gherbella quando l'acqua non riusciva a defluire», osserva sempre la residente.
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La famiglia Bruzzi, che abita proprio a pochi metri dal Tiepido, racconta: «Un giorno abbiamo visto arrivare dei macchinari che tagliavano tutto in modo esagerato lungo gli argini: c'era un escavatore, dei trattori e un super macchinario che macinava al momento la legna appena tagliata dei pioppi. Roba mai vista». Ma un altro residente invece punta il dito su lavori fatti in modo troppo superficiale. «Faccio una domanda: c'era qualcuno che durante i lavori controllava che non venissero tagliate piante e alberi protetti e tutelati? Gli argini erano pieni di querce, e adesso ne sono rimaste poche. Faccio notare che la quercia è un legno pregiato».
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Mauro Vincenzi, residente a San Donnino, racconta: «Io ho visto che tagliavano e mettevano da parte la legna, e che poi in un secondo momento la macinavano. Questo lavoro era da fare anni fa, ma come sempre accade hanno aspettato il danno dell'alluvione prima di fare la manutenzione. Lungo il Tiepido era da 20 anni che non vedevo fare dei lavori». Anche per Baldo Pelloni, residente a Sant'Anna di Castelfranco, la manutenzione si poteva fare meglio: «Forse hanno disboscato un po' troppo».
Marco Amendola
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