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Montezemolo-Ferrari una lunga storia d’ amore

di Gianluca Pedrazzi
Montezemolo-Ferrari una lunga storia d’ amore

Il presidente, commosso, ha voluto salutare tutti i duemila dipendenti «Siete voi la forza di questa azienda, la migliore al mondo». L’abbraccio con Piero

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MARANELLO. Ventitre anni per “una lunga storia d’amore”. Che, di certo, non finisce qui. Lunedì sarà un altro giorno ma nella grande famiglia e nella storia Ferrari ci sono uomini che restano per sempre. E comunque la si pensi la Ferrari e Maranello, Modena, il suo tessuto economico e la sua immagine dovranno dire una parola sola a Luca di Montezemolo: “Grazie”.

«La Ferrari resta. La Ferrari siete voi», ha invece, sottolineato non riuscendo a nascondere la commozione e la lacrime, l’uomo che per ventitre anni ha incarnato lo spirito di ciascuno degli oltre duemila dipendenti del Cavallino che gli erano davanti per l’ultimo discorso nel giorno del passo d’addio dal cancello di via Abetone. L’altra sera c’erano tutti, ma proprio tutti, i dipendenti in tuta rossa nell’area eventi della Gestione Industriale per il saluto di Montezemolo.

Ventitre anni fa prese l’azienda e il reparto corse in un momento difficile su entrambi i fronti. Lascia dopo una raffica di trionfi, di mondiali conquistati, di bilanci e utili sempre in crescita. Un manager capace - non dimentichiamolo - di rianimare anche un marchio allora in forte crisi come quello Maserati. Farne rinascere la sede a due passi dalla Ghirlandina. Conservando forza lavoro e prestigio del brand. Ampliando il Museo Ferrari e risollevando nei mesi scorsi le sorti del Mef. Eppoi la “Formula Uomo”, milioni di euro che hanno cambiato volto al quartier generale Ferrari e fatto dell’azienda di Maranello, una delle industrie più ambite non solo per la storia ma anche e soprattutto per la qualità del lavoro, gli spazi al suo interno. Instancabile e legato alla Ferrari e a Modena tanto da essere stato anche il numero uno della Confindustria della Ghirlandina e aver contributo, con la forza e i numeri del Cavallino, ad evitare il tracollo della Fiat negli anni in cui il marchio del Lingotto sembrava al capolinea. Anche per tutto questo, per quello che ha rappresentato in questi ventitre anni nell’incontro di congedo di Montezemolo dalla Ferrari la commozione era forte. Abbracci, emozioni e un discorso più volte interrotto da lunghi applausi. Dopo il video con “Una lunga storia d'amore” di Gino Paoli come colonna sonora di venti e più anni di successi, Luca di Montezemolo è salito sul palco davanti ai duemila dipendenti della Gestione Industriale Ferrari. Un incontro voluto dal presidente, comunicato ai dipendenti un paio di giorni fa e a cu il “Monte” teneva particolarmente (quello col Reparto Corse c’era stato giorni fa). Non a caso con la sua gestione ogni anno i cancelli della Ferrari si aprivano per il “family day” o a Natale per i bambini era tempo dell’incontro con i piloti vestiti da Babbo Natale carichi di pacchi regalo. Per arrivare ai più recenti “campus estivi” aperti ai figli dei dipendenti. «Non è facile», sono state così le prime commosse parole del presidente uscente, davanti ai suoi collaboratori. «Siete voi la forza di questa azienda, che è la più bella al mondo. Siete voi i veri artefici dei suoi trionfi. Siete voi la Ferrari», ha sottolineato. I dipendenti, nei giorni scorsi, avevano più volte chiesto di poter salutare il numero uno del Cavallino prima della sua uscita. E l'occasione c'è stata nella tensostruttura interna alla fabbrica: dopo due brevi interventi del vicepresidente Piero Ferrari («Con Luca in questi anni ancor prima del lavoro c’è stata una grande e sincera amicizia che vale sopra ogni cosa, ogni risultato...», ha detto il figlio del Drake), dell'amministratore delegato Amedeo Felisa, e la proiezione del video, Montezemolo ha preso la parola. Ribadendo l'importanza dei lavoratori di Maranello, ha ricordato i successi in Formula 1, dove la Ferrari resta la scuderia più vincente, e delle vetture Gt del Cavallino nel mondo. Si è detto «orgoglioso di aver vissuto con voi questi anni meravigliosi» e certo che «il futuro della Ferrari, che non produce vetture ma sogni, resterà luminoso perchè qui ci siete tutti voi». Infine, un pensiero affettuoso e commosso per Michael Schumacher e per Jules Bianchi, il giovane pilota della Marussia cresciuto nella Ferrari Driver Academy, che lotta per la vita dopo l'incidente di Suzuka. Al termine del discorso, sono saliti sul palco rappresentanti delle donne e degli uomini della fabbrica, per un abbraccio simbolico e consegnare regali-ricordo di “una lunga storia d’amore”.

Che non finisce qui.

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