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Disabili costretti ad attraversare i binari

di Stefano Totaro
Disabili costretti ad attraversare i binari

L’ascensore attrezzato sarebbe pronto ma manca ancora il collaudo. Chi ha bisogno ricorre agli addetti delle pulizie

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Disabile, invalido, in carrozzina, costretto ad attraversare i binari per prendere il treno. Questo perché l’unico ascensore appositamente costruito con tutti crismi e le capienze del caso non va, resta al palo dopo i lavori di ammodernamento. È inutilizzabile da mesi perché mancherebbe il collaudo. Ovvero una semplice visita tecnica, un “tagliando”, una specie di lasciapassare burocratico.

E in mancanza di questo c’è chi, vergognosamente, è obbligato a valicare i binari, a farsi aiutare da un piccolo staff di persone.

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Ore dodici di un qualsiasi giorno alla stazione di Modena da qualche mese a questa parte: un signore in carrozzina deve raggiungere Milano con il treno che arriva e parte dal binario tre, quello in mezzo alla stazione modenese. Si è fatto accompagnare da qualche parente, perché ha con se alcune piccole valige e, dopo un breve percorso senza barriere di sorta, attende il suo “turno” presso il bar della stazione. Un breve stand bay. «Siamo stati avvisati della presenza di un disabile per il treno di Milano - spiega un addetto della stazione - e pertanto la sala principale, la “centrale”, ha controllato che non passino altri treni sui binari accanto, che tempi ci sono, insomma che tutta l’operazione sia sicura. La centrale deve essere sempre avvisata». Dopodichè, una volta che l’operazione è “messa in sicurezza”, inizia l’attraversamento. Il signore in carrozzina viene prelevato, due addette della cooperativa che si occupa dei servizi in stazione, dalla pulizia dei locali ed, appunto, l’aiuto a persone disabili o bisognose, scortano, accompagnano il passeggero al treno. Si attraversa lungo la passerella che si trova nella zona del posto di polizia ferroviaria.

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La traversata è breve, il passeggero può così raggiungere il treno ed arrivare a meta. Un ascensore nuovo bloccato dalla mancanza di un collaudo, di una visita tecnica che, supponiamo, richiederà qualche ora o forse meno. «Ogni giorno - dicono al posto di polizia ferroviaria - abbiamo una piccola processione di cittadini che vengono a chiedere spiegazioni, chiedono quale sia il motivo del non funzionamento, chiedono soprattutto come fare a portare un disabile ai binari, cosa devono fare. E si rivolgono a noi come se potessimo sbrogliare su due piedi l’inghippo. Ci limitiamo a dire, laconicamente, che sono in corso dei lavori...». Ma della mancanza dell’ascensore non soffrono solo le persone costrette ad una carrozzina. In stazione, tanto gli addetti quanto il personale delle ferrovie si adoperano nell’aiutare persone anziane, magari con il bagaglio, a salire le scale per raggiungere i binari. Insomma, ci si affida al volontariato, al buon cuore della gente.

E gli altri ascensori, quelli “normali”? «Funzionano - dicono gli agenti - quelli lato via Fanti sono attivi e dobbiamo controllarli più volte val giorno perché tanti vi vanno a fare i bisogni».

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