Export, come costruire un affare
Convegno Confimi-Simest sulle strategie d’investimento per gli imprenditori
Un giro d'affari pari a 390 miliardi di euro. È quanto vale l'export in Italia. Un dato che serva a capire quanto importante sia questa voce nell'economia del Paese, Modena compresa, che ha da sempre una vocazione all'export. Ed è da sempre su questo che le associazioni di categoria “spingono”, affinché le imprese scelgano sempre più la strada dell'internazionalizzazione. Ne sanno qualcosa da Apmi Confimi Impresa, che ha organizzato un convegno dal titolo “Adesso ripartiamo. Simest e le pmi per la crescita e l'internazionalizzazione”, dove sono stati presentati una serie di progetti nati dalla collaborazione tra l'associazione e Simest, un'alleanza per presidiare paesi difficili, nei quali la concorrenza si intensifica giorno dopo giorno. Davanti a una platea gremita di imprenditori (giunti all'auditorium di Apmi Confimi Impresa a Modena) il filo conduttore dei vari interventi è stata l’importanza che riveste nel nostro paese l’export che, ha ricordato Giovanni Gorzanelli, presidente di Confimi Impresa Modena «nel 2013 ha generato un giro d’affari di 390 miliardi di euro (+2,3%) rispetto all’anno passato, di cui ben 200 miliardi in capo alle piccole e medie imprese». Ad illustrare l’identikit di Confimi il direttore generale Fabio Ramaioli, che ha affermato: «Siamo nati due anni fa con l’obiettivo di riportare l’industria manifatturiera al centro del dibattito e ci stiamo riuscendo. Non è un caso se Modena ha la delega nazionale all’internazionalizzazione».
È toccato poi all’ad di Simest, Massimo D’Aiuto, presentare il quadro di ciò che la società può offrire alle pmi: «Siamo una finanziaria di sviluppo che propone principalmente tre filoni di attività: partecipiamo ai capitali delle società, individuiamo opportunità di investimento all’estero e in Italia e gestiamo i fondi pubblici per l’internazionalizzazione. Alle aziende proponiamo una vera attività di scouting, intesa come lavoro mirato di affiancamento per cercare investimenti specifici».
Altro servizio di Simest, ha proseguito D’Aiuto, «è prevedere per l’impresa una struttura permanente in un determinato mercato. In quest’ultimo caso abbiamo strumenti che nessun’altro ha in Europa, in primis la nostra disponibilità a partecipare al capitale di rischio attraverso un fondo di equity». Presente all'incontro Dino Piacentini, vicepresidente nazionale di Confimi Imprese, che ha presentato la propria personale esperienza. «Davanti a un partner di questo genere non ci sono più alibi per dire “non lo sapevamo” – ha spiegato - Come imprenditori abbiamo il dovere di essere responsabili e svolgere il ruolo di creazione di sviluppo tramite gli investimenti: non dobbiamo avere paura di questa sfida».
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