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caso cardiologia

Il processo adesso rischia il trasferimento a Bologna

di Carlo Gregori
Il processo adesso rischia il trasferimento a Bologna

Sollevato un dubbio di territorialità: la onlus che secondo la Procura diede il via all’associazione a delinquere ha sede nel capoluogo. Il gup decide il 27 ottobre

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Il processo per il caso di Cardiologia rischia di spostarsi fuori Modena in direzione di Bologna per una questione di incompetenza territoriale. Un rischio neppure troppo teorico sul quale si esprimerà il 27 ottobre - giorno della prossima udienza - il gup Andrea Romito dopo avere ascoltato l’altra mattina le ragioni di alcuni difensori nell’udienza preliminare tenuta a porte chiuse durante la quale si è discusso anche della legittimità dell’utilizzo di prove raccolte con intrusione di un virus informatico nei computer di alcuni imputati (vedi articolo sotto).

Il territorio che dovrebbe ospitare il futuro processo per il caso di “Camici sporchi” - lo scandalo sanitario che vede imputato lo staff dei medici che ruotavano attorno alla professoressa Maria Grazia Modena e al dottor Massimo Sangiorgi, allora a capo di Emodinamica - potrebbe non essere Modena, come ha sottolineato anche nel suo intervento l’avvocato Pier Francesco Rossi che difende il dottor Luigi Vincenzo Politi.

Al centro del dubbio c’è l’idea stessa dell’associazione per delinquere che costituisce uno dei capisaldi dell’impianto accusatorio fornito dal pm Marco Niccolini. I difensori hanno infatti sottolineato che per costituire un’associazione per delinquere, secondo la legge, ci vogliono almeno tre persone. La Modena e Sangiorgi erano due quando, secondo l’accusa, a Modena si concretizzava l’idea degli esperimenti non autorizzati ai pazienti di Cardiologia che dovevano servire a promuovere stent e altre apparecchiature sponsorizzate occultamente dalle case produttrici attraverso pubblicazioni scientifiche manipolate. Ma solo con la creazione della prima onlus con sede presso l’ufficio del commercialista Giorgio Sammali si individua un terzo per formare questa associazione. E Sammali è un commercialista che lavora a Bologna. La creazione di quella onlus avrebbe dato il via al’attività che secondo la Procura è stata criminosa. Di qui il rilievo di incompetenza territoriale. Quindi sarebbe Bologna e non Modena, secondo questa ricostruzione, la sede deputata a discutere di questo caso. Chiaramente spostare l’intero iter giudiziario a Bologna può comportare dei cambiamenti. Il giudice Romito ha ascoltato attentamente queste ragioni riservandosi di dare un giudizio alla prossima udienza.

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