La famiglia che bivacca nel piazzale
La pensilina protetta, quelle tre–quattro panchine in fila sotto a un’unica copertura che difende dalle intemperie, sono uno dei posti più ambiti di chi vive in stazione. Da un mese a questa parte...
La pensilina protetta, quelle tre–quattro panchine in fila sotto a un’unica copertura che difende dalle intemperie, sono uno dei posti più ambiti di chi vive in stazione. Da un mese a questa parte la prima che si incontra uscendo dal vano centrale della stazione dei treni, è occupata da una famiglia ( una coppia più un parente) e da un uomo, alquanto vivace, con problemi di tossicodipendenza.
La loro presenza è costante, giorno e notte: i quattro hanno posizionato sotto all’asse di legno per sedersi i proprio bagagli, borsoni e sacchetti di plastica, attorno ci sono le tracce dei pranzi e delle cene e delle costanti libagioni.
Spesso nascono liti tra l’uomo con problemi di droga e stranieri della zona, risse in viale Crispi, urla e interventi delle forze dell’ordine. La polizia ferroviaria può intervenire attivamente dentro la struttura della stazione, la linea di confine è il marciapiede esterno, “fuori” la palla passa a Municipale e alle altre divise. Probabilmente scatteranno fogli di via. Intanto i quattro hanno “fatto casa” in pensilina.
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