La Galleria Estense trova un gruppo di “angeli custodi”
Iniziativa di Edvige Rangoni Machiavelli e altri appassionati «Vogliamo far conoscere nel mondo questo nostro tesoro»
«Sono appassionata d'arte fin da quando ero molto giovane e ho deciso di impegnarmi, con una serie di amici non solo modenesi, a favore della Galleria Estense che dopo le riparazioni dei danni causati del terremoto riaprirà in primavera più bella di prima».
A parlare è la marchesa Edvige Rangoni Machiavelli, 74 anni portati benissimo e un vero e proprio fiume in piena di passione e concretezza: la nobildonna è la nuova presidente degli Amici della Galleria Estense. Si tratta di una nuova istituzione di privati, sulla falsariga di quanto accade già a Milano con gli Amici di Brera e a Firenze con gli Uffizi, che agirà per la raccolta fondi della raccolta statale di Palazzo dei Musei. La presentazione ufficiale il 16 ottobre a Palazzo Coccapani.
«Abbiamo messo insieme - spiega Edvige Rangoni - tredici amici, professionisti di molti settori tra cui un paio di stranieri oltre a storici dell'arte, notai, avvocati. Insieme al vicepresidente degli Amici dell'Estense, il presidente degli antiquari modenesi Pietro Cantore presso la cui bottega antiquaria di via Farini sarà possibile iscriversi all'associazione, abbiamo deciso che si doveva fare qualcosa per la nostra città e per il suo importante museo. Ma vorrei partire da un rimpianto».
Dica.
«Non ho mai accompagnato Guido, il mio compagno da nove anni, a visitare la Galleria così piena di capolavori tra cui quello che preferisco, il Sant'Antonio di Cosmè Tura. Noi siamo abituati a viaggiare per visitare musei, da Sanpietroburgo ad Amsterdam, ma come tanti non abbiamo l'abitudine di frequentare i luoghi prestigiosi sotto casa».
Mentre per l'Estense c'è tanto da fare.
«Già, è un museo importante che ora ha ottenuto l'autonomia dal Ministero come pochi altri musei italiani. Nei giorni scorsi il soprintendente Casciu mi ha mostrato i lavori di allestimento che sono in corso all'Estense: mi sono commossa molto nel vedere tutte quelle pareti ancora vuote e i quadri ben allineati a centro stanza. So però che in primavera il museo sarà bellissimo ».
Gli Amici che faranno?
«Le iniziative da fare sono tante, anzitutto va diffusa la conoscenza anche fuori Modena del nostro principale museo: nei giorni scorsi a Palazzo Ducale di Venezia mi hanno fatto visitare una cappella con una scultura di Sansovino che aprirà al pubblico a novembre. Ho spiegato al direttore del Ducale di Venezia che occorrerà fare incontri comuni. Faremo anche conferenze e permetteremo l'acquisto di una tessera annuale per poche decine di euro, oltre a raccogliere fondi in occasione di particolari eventi. Vorrei anche organizzare cene in Galleria, stando bene attenti a non dimenticare il fine comune, la raccolta fondi, perché non ci sarà spazio per mondanità senza obiettivi pratici utili al museo. Intanto a febbraio saremo a Modenantiquaria a raccogliere adesioni».
Chi fa parte della nuova associazione?
«Lo diremo il 16 ottobre, ci sono comunque oltre a me e Cantore dei professionisti noti in vari campi visto che lavoriamo di concerto con la Soprintendenza. Quando mi hanno proposto di fare la presidente non volevo, meglio sarebbe una persona giovane. Hanno insistito e ho accettato anche perché da anni mi occupo di restauri e arte antica. Da ragazza mi appassionai alla storia dell'arte grazie alla prof Lella Pezzuoli da cui andavo a lezione privata. Frequentai anche il liceo linguistico a Cortina d'Ampezzo e le suore che lo gestivano avevano la straordinaria abitudine di portarci un mese all'anno a vedere i musei di Roma, Firenze, Venezia. Certo ci sarà tanto da lavorare, speriamo anche che per la nuova inaugurazione possa intervenire la Rai attraverso un suo programma. Stiamo prendendo contatti».
Cosa pensa del furto del Guercino da San Vincenzo?
«Sono costernata perché da bambina vivevo in via Farini e quella era la mia parrocchia, la nostra famiglia lì ha anche un altare. E' stata una vera fitta al cuore anche perché la Madonna in trovo l'avevo vista poco prima alla mostra della Venaria Reale di Torino».
Stefano Luppi
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