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«Quelle prove non sono valide»

«Quelle prove non sono valide»

L’avvocato Brezigar: il prelievo di file da computer non era autorizzato dal gip

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Caso Cardiologia: cosa succederebbe se il gup Andrea Romito accogliesse la tesi dell’avvocato Luca Brezigar e invalidasse le prove raccolte dai Nas con un software Trojan che ha “catturato” mail e file dai computer di alcuni imputati? Il caso fa scalpore perché ci troviamo alla frontiera del diritto: la legge si trova alle prese con le nuove tecnologie, in questo caso al servizio delle indagini.

Spiega Brezigar: «All’udienza preliminare ho sottolineato i miei forti dubbi. Se venissero scartate le prove raccolte in questo modo, non varrebbe non solo per la mia assistita, la dottoressa Lambertini, ma anche per tutti gli altri imputati».

Gli effetti sarebbero imprevedibili nell’insieme ma aprirebbero molte crepe nella ricostruzione dell’accusa che perderebbe prove importanti. Qual è la contestazione che impedisce di prendere in considerazione queste prove?

«Ci sono molte ragioni. La prima è che questo metodo è stato applicato in assenza di cittadinanza nel nostro sistema giuridico anche per le tecnologie usate. Il pm Niccolini è stato brillante nel ricorrere a questo sistema che prevede “virus acchiappa-dati” ma si è basato su un metodo che finora era stato utilizzato solo dall’Antimafia e in un contesto diverso. C’è una sentenza di Cassazione in merito, è vero, ma mi pare che il caso di Cardiologia non abbia nulla a che fare con quelli della Dda».

Cosa non la convince?

«Prendere dati con un sistema informatico intrusivo dai computer degli indagati è un’attività certo non prevista dal codice. Si tratta di una prova atipica. L’aspetto grave è che non prevede alcuna garanzia per gli imputati sottoposti a questi “prelievi” di dati. Avvengono di nascosto».
Il fine giustifica i mezzi.

«D’accordo. Ma a mio avviso ci sono chiare violazioni della Costituzione. In ballo ci sono gli articoli 14 e 15: sono stati violati il domicilio e la comunicazione. Raccogliere i dati con questo software è ben peggio che violare la posta, mi pare».

Perché ?

«Perché prelevare mail, anche scritte prima dell’intrusione del virus, non è uguale a un’intercettazione telefonica. Soprattutto, non c’era alcuna autorizzazione dal gip. Il gip aveva autorizzato solo l’ingresso nelle mail box, non il prelievo di file. Il pm Niccolini si è basato sulla sentenza di Cassazione che riguardava l’Antimafia. Se si fosse basato sul Codice avrebbe dovuto procedere a un sequestro dei computer con tutte le norme di garanzia per l’indagato. Invece non abbiamo potuto reagire, ma abbiamo saputo a cose fatte».

Carlo Gregori

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