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Da carta e plastica fondi per le scuole: Castelvetro al via

di Andrea Minghelli
Da carta e plastica fondi per le scuole: Castelvetro al via

Votata in consiglio l’adesione al progetto “Dea Minerva” Il primo Comune dell’Unione ad attivarsi è stato Savignano

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CASTELVETRO. “Dea Minerva”, il progetto didattico di Savignano che grazie alla raccolta di bottiglie di plastica e carta permette di ricavare fondi per le scuole, piace tanto che ormai è prossima una sua esportazione in altri Comuni. Il primo ad importare il progetto potrebbe essere Castelvetro. Nell'ultimo consiglio comunale è passata una mozione del M5s per introdurlo: sì unanime. Un risultato non scontato visto che altri Comuni, ad esempio Castelfranco, hanno bocciato mozioni simili. Del resto l'amministrazione castelvetrese aveva già posato gli occhi sul “Dea Minerva”, prima ancora della mozione e tra le amministrazioni di Castelvetro e Savignano ci sono già stati incontri per capire come funziona il progetto e come riapplicarlo altrove. Un Dea Minerva castelvetrese non è una mera ipotesi ma, come spiega l'assessore all'Ambiente di Castelvetro, Ernesto Maria Amico, «è un'intenzione. Del Dea Minerva ci piacciono due elementi su tutti. Il primo è la rivoluzione culturale che passa attraverso la valorizzazione di una semplice bottiglia di plastica che passa dall'essere un rifiuto senza valore a qualcosa che ha un valore. Secondo, ci insegna Savignano, alla fine rimane qualche soldino per progetti scolastici, il che non fa mai male». A Savignano il progetto è partito nel secondo semestre del 2012, quando si sono raccolte 7 tonnellate di bottiglie di plastica. Nel 2013 si è saliti a 15 tonnellate, la stessa cifra è stimata per il 2014 e per ogni tonnellata raccolta si ricavano 240 euro per progetti scolastici. «Non male - spiega Germano Caroli, sindaco di Savignano e pioniere dell'iniziativa - per un qualcosa che di suo pesa 10 grammi. Si tratta di un'operazione virtuosa che coinvolge i cittadini. Perché ogni politica verso il rifiuto 0 deve passare attraverso la loro azione e la loro responsabilizzazione». Per l'importazione a Castelvetro, riprende Amico, «tutto è legato alla disponibilità finanziaria per il 2015, perché serve un certo investimento ad esempio per comprare i compattatori e il progetto non è di così immediata eseguibilità come sembra». A Savignano è nata un'associazione ad hoc, il Germoglio, così a Castelvetro «stiamo valutando - continua Amico - se crearne una nostra per lo scopo». Peraltro a Castelvetro non è l'unico progetto messo in cantiere in tema di rifiuti. Il Comune ha partecipato all'ultimo bando regionale sui percorsi partecipati. In Regione, conclude l'assessore all'Ambiente, «abbiamo presentato un percorso che coinvolge le associazioni locali, l'istituto comprensivo e i cittadini sulla rivalutazione dei rifiuti. Ora attendiamo una risposta».

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