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In 200 nei campi per dire no agli ogm

Serramazzoni. “Seminare il futuro” all’azienda Santa Rita A Modena aderiscono anche Hombre e Pomposiana

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SERRAMAZZONI. Gli organizzatori hanno avuto una risposta al di sopra di ogni più rosea previsione e per domani, giornata dedicata a “Seminare il futuro” sono attesi a Pompeano quasi duecento persone arrivate da tutta la provincia.

Sono loro l’avanguardia di un movimento di cittadini che si occupa di coltivare sementi che tengono ben lontani gli organismi geneticamente modificati e, nei limiti del possibile, anche i pesticidi e la chimica sulla terra, ma privilegiando i concimi naturali e le tecniche di coltivazione tradizionali.

Sentimentalismo? Tutt’altro. I promotori dell’iniziativa sono più che sicuri che facendo adottare i campi dai cittadini-consumatori, il kilometro zero dal campo alla tavola diventerà il centimetro zero di chi vuol veder crescere quello che ha piantato prima di vederselo cucinato. Oltre al Caseificio Santa Rita Bio di Pompeano aderiscono nella nostra provincia anche il caseificio Hombre che fa capo alla famiglia Panini, in via Corletto sud 320, e la Cooperativa sociale “Giovani, Ambiente, lavoro” di via Pomposiana 292.

Grazie alle prenotazioni via internet al sito www.seminareilfuturo.it i sostenitori dell’iniziativa potranno seminare “a spaglio”, cioè a mano, i campi che nei giorni scorsi sono stati già preparati con un aratura metodica.

«Tutto è nato nel 2006 - spiega Graziano Poggioli, che dal suo osservatorio del caseificio Santa Rita ha un punto di vista ad ampio spettro sulle produzioni biologiche dell’agricoltura modenese - In Svizzera un agricoltore che curava la selezione di sementi biodinamiche, Peter Kunz, ha iniziato a propagandare e a organizzare l’uso di sementi senza ibridi e senza manipolazione genetica. L’obbiettivo? Ottenere piante sane e robuste e soprattutto riseminabili, cosa che oggi è tutt’altro che scontata. In tutta Italia sono 38 le aziende agricole che aderiscono all’iniziativa e noi a Pompeano siamo tra i leader di questo movimento che sta crescendo in tutto il mondo. Per noi qui avere un’alimentazione sana per le mucche è prioritario».

A tutti gli intervenuti, dopo la semina nei campi, tra le 10 e le 12, sarà offerta una merenda con prodotti biologici e musica. Per chi arriva prima visita guidata al caseificio per vedere la vicino al lavorazione del parmigiano-reggiano di montagna ottenuto da mucche di razza bianca modenese. Alla giornata hanno aderito anche Caip Emilia, Gruppo Alpini di Mofestino, Serramazzoni Turismo e Slow Food Frignano.

Saverio Cioce

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