L’addio del generale Il comando da Tota passa a Camporeale
Cerimonia nel Cortile d’Onore, standing ovation dopo i saluti Il nuovo comandante: «Cadetti, meritate le responsabilità»
MODENA. Una vera standing ovation ha salutato le ultime parole di commiato del generale.
Nel Cortile d’Onore le ultime parole del comandante sono state avvolte dagli applausi che non hanno nascosto la sua emozione. Giuseppenicola Tota ha salutato i suoi cadetti dopo due anni di lavoro, consegnando il tricolore dell’Accademia e il comando del reggimento allievi al suo successore, il generale Salvatore Camporeale. Dal microfono, davanti alle autorità civili e militari, le sue parole sono arrivate limpide nel ricordare un percorso fatto di corsa, da bersagliere quale lui è, e che in due occasione si sono fermate per la commozione. Tota è arrivato a Modena nel settembre del 2012, quando la terra tremava ancora, e la lascia dopo la prova dell’alluvione di questo inverno, in cui i cadetti hanno dato una volta più un grosso contributo di lavoro e collaborazione con la macchina dei soccorsi.
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«Mi avete ricordato che non dovevo considerarvi dipendenti ma collaboratori - ha detto agli allievi schierati davanti a lui - e ho imparato ad amare l’Accademia e con essa ognuno di voi perchè la considero un’unica grande famiglia. In questi ultimi giorni, passando per le sale e i corridoi di questo nostro palazzo che ospita la più antica accademia militare del mondo, mi sono arrivati tanti ricordi. Mi è persino sembrato di rivedere mio padre, con il cappello in mano, che mi aspettava nel parlatorio, dov’ero stato messo in punizione per l’ennesima volta. Ho avuto il privilegio del comando di questa istituzione, un incarico che intimamente desiderato da sempre. E oggi dunque? Mio padre non mi aspetta più nel parlatorio ma lascio Modena ancora una volta, cambiato in meglio».
Un discorso dritto al cuore, concluso con il bacio del tricolore della scuola militare che è passato nelle mani del suo successore. «Il mio primo saluto commosso - ha esordito il generale Salvatore Camporeale - va alla memoria di quanti sono caduti nell’adempimento del dovere, in pace e in guerra. Saluti i gonfaloni presenti e in particolare quello di Modena, città che mi accoglie per la terza volta e a cui sono legato da profondi vincoli d’affetto. Caro Tota, con lo spirito dei vent’anni abbiamo ripercorso in queste due settimane di affiancamento la nostra Accademia.
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Nel consegnarmi lo spadino cercasti di bucarmi il guanto, se non la mano; negli esercizi ti prendevi cura quotidiana della mia forma fisica e dell’ordine del mio armadietto. Grazie gemello, per quanto mi hai insegnato. Agli allievi di oggi voglio ricordare che di fronte hanno un cammino lungo, con tante difficoltà: per realizzare il vostro sogno dovrete prima imparare a servire con disciplina e onore la nostra patria. Le donne e uomini che vi verranno affidati meritano di avere comandanti preparati».
Ad ascoltarli in prima fila c’era anche il comandante delle scuole dell’esercito, il generale Paolo Ruggiero, che annuiva con qualche sorriso ai passaggi più confidenziali di due discorsi che avrebbero dovuto restare nel solco dell’ufficialità. Ma anche i ricordi autobiografici delle infrazioni disciplinari dei ventenni di ieri possono essere utili ai cadetti in attesa della prima stelletta. Al termine della cerimonia una visita al museo della Grande Guerra allestito al primo piano dell’Accademia.
In cortile gli ospiti si sono mescolati alle divise, in un ritrovarsi al di là delle distanze e degli anni. Non mancava chi esibiva sulla giacca - in borghese ovviamente - il nastro giallo che ricorda ogni volta la volontà di riportare a casa i due maro trattenuti da anni in India e di cui solo uno è ora in Italia per ragioni di salute. Abbracci e saluti anche tra i due cappellani militari in servizio in Accademia. Dopo molti anni don Pierino Sacella lascia l’incarico a don Manuel Paganuzzi.
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