La Ca.Re. riparte dopo il rogo del 2013
Investimento da 3,5 milioni. L’impianto è stato completamente rinnovato e può lavorare 60mila tonnellate di rifiuti
Tre milioni e mezzo di euro per ripartire con un impianto ancora più moderno e tecnologico di quello andato a fuoco nell’agosto 2013.
Ieri mattina, alla presenza di vescovo, sindaco e dirigenti dell’azienda, il centro di trattemento rifiuti Ca.Re., è nato per la seconda volta. Il taglio del nastro è stato un momento anche per riflettere sul valore di questa impresa costituita da Tredcarpi (controllata da Aimag), Unieco e Garc. Sia il primo cittadino Alberto Bellelli, sia il vescovo Francesco Cavina, hanno posto l’attenzione su due aspetti rilevanti: l’investimento per l’ambiente e per creare lavoro. Parole d’ammirazione, insomma, per un’azienda che non ha mai avuto dubbi sulla ripartenza, nonostante il disastro causato dalle fiamme.
«Ricordo - ha detto Paolo Ganassi, presidente dell’azienda - che quel giorno tornavo a casa dalle ferie e dall’autostrada vedevo l’immensa colonna di fumo che si levava dall’impianto. Dopo l’incendio non è stato facile. Tecnici e operai hanno lavorato in condizioni difficili, in un impianto che per mesi ha funzionato solo parzialmente. Ma adesso siamo nuovamente operativi al 100% con macchinari ancora migliori dei precedenti e con obiettivi ambiziosi».
Ca.Re. punta, infatti, a migliorare ancora le percentuali di materiale recuperato avviato al riciclo. «Attualmente - ha detto Lauro Pederzoli, uno dei fondatori di Garc - recuperiamo circa il 55 per cento, mentre il 45 per cento va in discarica. Oggi lavoriamo per arrivare a breve a un ulteriore 15% di materiale da avviare al riciclo».
Una mano importante per raggiungere questo risultato viene dal nuovo impianto realizzato da un’azienda tedesca leader nel settore. E la visita fatta al centro Ca.Re. in effetti ha stupito per il livello tecnologico delle macchine. I rifiuti che vengono conferiti (per il 50% si tratta della differenziata urbana, mentre per il restante 50% di rifiuti speciali delle aziende), finiscono in un’infinita serie di nastri trasportatori capaci, grazie all’elettronica, di fare un’ulteriore selezione del prodotto che successivamente viene compattato e venduto. Importante, infine, il ruolo degli operai nella parte finale della filiera: sono loro che, a mano, fanno un’ulteriore divisione delle materie.
E se la sfortuna dovesse ancora accanirsi sull’impianto?(È stato accertato che il devastante incendio è divampato per cause accidentali). «I vigili del fuoco - ha detto William Maccagnani, direttore del centro - hanno chiesto di ampliare l’impianto di rilevazione anti-incendio su tutta l’area: noi ovviamente abbiamo eseguito».
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