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Menù, un simbolo della ricostruzione

MEDOLLA. Rodolfo Barbieri fa gli onori di casa e ospita il comizio in un capannone appena ricostruito, che fino ad un paio di giorni fa stivava macchinari e bidoni di pomodoro. Ci tiene a far vedere...

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MEDOLLA. Rodolfo Barbieri fa gli onori di casa e ospita il comizio in un capannone appena ricostruito, che fino ad un paio di giorni fa stivava macchinari e bidoni di pomodoro. Ci tiene a far vedere come la sua azienda sia un simbolo della Bassa che rinasce. «Nel 2014 torneremo sui livelli di fatturato precedenti al terremoto – spiega in apertura dell’incontro – Sono stati anni difficili, ma più della ricostruzione io temo la produzione. Abbiamo avuto un calo del 10% sugli ordinativi, abbiamo prodotto in 16 stabilimenti diversi, ma talvolta non trovavamo la nostra consueta qualità. Ora siamo quasi del tutto pronti per tornare a casa». I dipendenti, che assistono all’intervento del loro capitano, applaudono mentre Barbieri ha già strappato un sorriso sciogliendo da subito il ghiaccio con il premier. «Sono un po’ vecchio – dice guardando Renzi – ma non sono ancora da rottamare». E la grandezza della Menù si nota dalla forza dei lavoratori e dalla fiducia cieca con cui seguono la famiglia Barbieri. «Queste sono le imprese che fanno della nostra regione un’eccellenza – aggiunge Bonaccini – ma dobbiamo metterle in condizione di essere sempre al vertice della competitività. Ci dicono che siamo al vertice della produttività, ma se ci fermiamo un attimo ci sorpasseranno. Ecco la sfida che lancio: fare sì che i grandi imprenditori emiliani possano essere ancora una volta il nostro fiore all’occhiello».

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