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Museo "Officina Emilia" chiuso, il rettore: «L’affitto era troppo alto»

Museo "Officina Emilia" chiuso, il rettore: «L’affitto era troppo alto»

Andrisano spiega la decisione, chi lo gestiva parla di positivi risultati culturali È allo studio una riorganizzazione complessiva delle raccolte universitarie

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"Sul tema di Officina Emilia sono tranquillissimo, il consiglio di amministrazione dell'Università in estate ha deciso che non si poteva andare avanti con quel costo". Parole del rettore Angelo Oreste Andrisano che così esordisce sul tema della chiusura di "Officina Emilia", museo universitario poco visitato e costato in otto anni di attività circa due milioni di euro. Il cosiddetto museo degli sprechi ora giace in 290 scatoloni in un deposito dell'ateneo, dopo la chiusura causata da numeri evidentemente ben poco soddisfacenti per l'ateneo. Basti pensare che gli alunni che l'hanno visitato sono passati da 1604 nel 2009 a 514 nel 2013. Oppure i costi: 115mila euro l'anno per un capannone in periferia dalle parti di via Emilia Ovest.

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"Tutto è nato - continua il rettore - quando lo scorso anno l'ateneo ha avuto un ridimensionamento di cinque milioni di euro sui finanziamenti statali ordinari. È stato quindi necessario ridurre le spese, in particolare delle affittanze che l'università ha in atto e quella del capannone di Officina Emilia al cda dell'ateneo pareva si potesse ridurre. La proprietà non ha accettato e quindi abbiamo imballato le casse. Mica potevamo tagliare le aule didattiche, occorreva agire su altri settori da tagliare".

Questo museo non c'è più, ma quelli storici dell'ateneo quasi sempre chiusi? "Lì abbiamo incaricato una persona - termina il rettore Andrisano - di studiarne la situazione. Occorre vedere in futuro come operare. Certo, la rete dei musei universitari è in fase di riorganizzazione".

Intanto sulla chiusura di Officina Emilia interviene chi ha gestito il museo fino alla chiusura. Ovviamente, non contestando la decisione dell’università, ma sottolineando i risultati ottenuti, giudicati posisitivi al di là dei numeri (scarsi quelli dei visitatori, alti quelli dei costi). Le attività svolte “spaziano da quelle con le scuole e le imprese, alla produzione di documentazione multimediale sull'industria meccanica e dei video sul lavoro e i laboratori didattici, del software Homm-sw per la narrazione digitale multimediale. Ci sono poi le relazioni attivate per sostenere la progettazione e realizzazione delle attività: dalla partnership con le scuole e le imprese, a quella con il Ministero dei beni culturali e con centri di ricerca internazionali”. Insomma, il museo ha “seminato” cultura. E quelli di Officina Emilia vorrebbero si parlasse di questo, non dei costi. (s.l.)

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