Studenti in corteo a Modena con fumogemi calcinacci e soldi falsi
In 250 hanno sfilato in centro storico chiedendo aule più sicure e libri meno cari La manifestazione del collettivo autonomo davanti alla sede della Provincia
MODENA. Calcinacci e finte banconote sotto la Provincia. È la protesta simbolica che oltre duecentocinquanta studenti hanno rivolto ieri contro le istituzioni. Diverse le richieste, come in altre parti d’Italia: scuole più sicure, libri e biglietti del bus meno cari.
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No al “patto scuola” di Renzi e sì a una revisione della legge regionale allo studio. Differenti anche i modi seguiti dai due cortei riversatisi nelle strade del centro di Modena. Mentre la Rete degli Studenti ha scelto il dialogo, il Collettivo Autonomo Studentesco ha fatto gesti dimostrativi come quello in viale Martiri della Libertà. “Le scuole crollano? #Iononcisto”, si leggeva in uno striscione appeso sulla destra dell’ingresso dell’edificio. Le porte erano chiuse. «Conigli», hanno apostrofato alcuni. I facsimile erano «la rappresentazione dell’ingente sperpero di denaro in badge, registri elettroniche, lavagne interattive multimediali e telecamere». Il “mattino caldo” si era aperto verso le otto davanti alla stazione delle corriere, dove il Cas ha svolto quindici minuti di sit-in.
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Alle nove meno venti il passaggio per largo Sant’Agostino, dove si erano riuniti i partecipanti della Rete. «Loro si appoggiano a un sindacato - ha detto una studentessa del Collettivo - mentre noi siamo autonomi. Loro cercano di trovare compromessi, noi cerchiamo soluzioni con la lotta. Con i nostri cortei è stato sistemato il tetto del Sigonio». La scuola di via del Lancillotto, in cui lo scorso novembre un pezzo di soffitto aveva ferito una studentessa, è la punta dell’iceberg della protesta a livello locale. «Il sindaco Muzzarelli ha detto che fino al 2018 dobbiamo adattarci a stare in questa scuola - ha aggiunto la ragazza - ma noi non ci stiamo. Al Cattaneo è caduta una finestra addosso a una studentessa. I libri sono troppo cari e poi non possono rivendere perché cambiano subito edizione, nonostante quello che dice la legge. I trasporti costano troppo». Il corteo s’è mosso da via Emilia in viale Martiri della Libertà. Tante le bandiere tra cui una della Palestina e un’altra in favore dei No Tav.
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Gli studenti hanno urlato slogan pro-Intifada e detto a gran voce di non essere rappresentati dalla classe politica. Davanti all’Unicredit di corso Canalchiaro il secondo atto dimostrativo: il lancio di due sacchi di raccolta indifferenziata e uno striscione con la scritta “Noi la crisi non la paghiamo”. Anche stavolta c’era una scritta che ricordava lo “sciopero sociale metropolitano” di giovedì prossimo, con partenza alle 8.30 da via Carteria.
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Gli studenti hanno chiesto «case, reddito e dignità per tutti, altrimenti non c’è legalità». Un appello per Paolo Di Vetta e Luca Fagiano, agli arresti domiciliari dopo scontri a Roma per il diritto all’abitare, poi i ragazzi si sono seduti in piazza Sant’Agostino. Nessun nuovo disagio al traffico: le strade limitrofe erano già state chiuse, a parte largo Aldo Moro in cui si circolava liberamente. Il corteo si è chiuso in largo Sant’Agostino.
Gabriele Farina
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