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Truffavano imprese agricole, arrestati

Truffavano imprese agricole, arrestati

Maranello. La banda sgominata dai carabinieri, utilizzavano assegni rubati e contraffatti. Bottino di novantamila euro

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MARANELLO. Vini pregiati, dal valore di oltre 2mila euro, pagati con un assegno scoperto a Carpi; altri 1600 euro di prodotti alimentari acquistati in un’azienda agricola; una piattaforma aerea (valore 70mila euro) noleggiata e mai riconsegnata. Sono i casi più eclatanti della banda degli assegni rubati in Liguria che ha spadroneggiato in tutto il territorio emiliano, raggirando imprese alimentari, rivendite di vino e imprese contadine per un valore, stimato dai carabinieri, di circa 20mila euro. Sono stati i militari della stazione di Maranello, a conclusione di un’articolata e lunga indagine, a denunciare cinque persone per associazione a delinquere finalizzata alla commissione di truffe e ricettazione.

L’indagine prende le mossa proprio a Maranello il 13 settembre quando Alberto D. 65enne originario di San Giovanni in Persiceto, ma domiciliato da tempo a Modena, veniva sorpreso in flagranza mentre tentava di pagare generi alimentari per 1600 euro con un assegno rubato. Il truffatore era soltanto un emissario di una terza persona, che si era spacciata per un compratore di prodotti agricoli, ma che telefonicamente aveva disdetto l’appuntamento per il pagamento, annunciando l’arrivo di un amico, che avrebbe provveduto a saldare. La situazione sospetta aveva allertato gli agricoltori, che avevano chiesto un intervento preventivo dei carabinieri. E così i militari si sono trovati testimoni oculari del tentato raggiro.

Le successive indagini, tra cui una perquisizione domiciliare dove erano stati trovati altri assegni rubati in Liguria e circa 5mila euro di generi alimentari comprati in modo truffaldino, hanno invece permesso di stabilire come l’uomo facesse parte di una vera e propria associazione a delinquere.

I cinque componenti avevano ideato un perfetto meccanismo; dapprima avveniva il contatto, ad opera di uno dei cinque, sempre lo stesso, che spacciandosi per un ristoratore, fissava tramite telefono un appuntamento con la potenziale vittima, facendo grossi ordinativi di generi alimentari per cifre molto consistenti. All’appuntamento, al quale però non si presentava mai di persona, inviava, a turno, uno dei rimanenti quattro “soci” per il ritiro della merce ed il saldo. Pagamento che però non avveniva in contanti, ma con un assegno che al momento dell’incasso in banca risultava contraffatto e rubato.

I carabinieri hanno accertato che siano oltre venti le aziende agricole truffate, fra maggio e settembre, in particolare vari agriturismi della provincia di Parma, Piacenza, Reggio Emilia e Modena, con bottino stimato in oltre 20mila euro.

Le perquisizioni domiciliari operate dai militari hanno permesso di rinvenire e sequestrare complessivamente 10 assegni bancari di illecita provenienza, materiale utilizzato per la contraffazione dei titoli, nonché parte dei prodotti alimentari illecitamente acquistati, tra cui salumi, aceto balsamico e parmigiano reggiano. Oltre ad Alberto D., sono stati denunciati anche Stefano C., 40 anni - sono loro gli artefici del tentato raggiro dell’elevatore alla F.lli Bega di Finale Emilia - il 55enne G.A. e il 50enne P.O.. A completare il sodalizio anche un 40enne di origini ungheresi. (f.d.)

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