Au-Delá, una danza che va oltre i confini della terra
Un susseguirsi di scene come una sequenza di fotogrammi. Lo spettacolo Au de-là, visto allo Storchi, descrive il sottile limbo tra il mondo dei vivi e gli inferi e desidera narrare quel confine che è...
Un susseguirsi di scene come una sequenza di fotogrammi. Lo spettacolo Au de-là, visto allo Storchi, descrive il sottile limbo tra il mondo dei vivi e gli inferi e desidera narrare quel confine che è il passaggio a una vita migliore. Per lo meno nel Congo afflitto dalla guerra civile da cui parte la pièce di DeLaVallet Bidiefono che, con la sua compagnia Baninga, racconta per immagini gli orrori della guerra e la discesa nell'Ade. Il coreografo mescola la tradizione africana di musica e danza con alcuni tratti più occidentali. In scena anche donne che in Africa non avrebbero il diritto di esibirsi e che riescono a modulare, con le presenze maschili, le energie e le temperature della scena. Passi concitati di danza folk africana si amalgamano con la fluidità della danza contemporanea. Una scala a pioli al centro della scena trasfigura la felice ascesa a un mondo migliore, e le luci accompagnano ogni cambiamento emotivo dell'opera. Il corpo di ballo mantiene un buon livello di energia, senza mostrare attimi di cedimento. (a.s.)
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