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Bonaccini fa il leader: «Viaggio in camper e riapro gli ospedali»

di Francesco Dondi
Bonaccini fa il leader: «Viaggio in camper e riapro gli ospedali»

Il candidato Pd ha avviato la campagna elettorale con Renzi «Matteo ha preso impegni importanti, lo tengo marcato»

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Concreto, energetico, deciso. Lo Stefano Bonaccini titubante del periodo primarie è stato soppiantato da un candidato che maneggia bene il programma, ha trovato autorità e ha la forza di colui che non deve recitare una parte. La sua Seat Ibiza, che venerdì lo ha portato alla Menù di Medolla e ieri a Fidenza, sempre “scortato” da Palma Costi, sarà presto soppiantata da un camper, ma la corsa per il posto di comando in viale Aldo Moro è partita.

Com’è andata la prima giornata di campagna elettorale?

«Molto bene, perché pur organizzata in 24 ore dunque con poco tempo per promuoverla, nel tardi pomeriggio e in un paese periferico come Medolla ha registrato quasi mille presenze tra cui amministratori, imprenditori, lavoratori, gente comune, mica solo politici. Si respirava un bel clima. Abbiamo peraltro scelto appositamente quel luogo, un’impresa di comune colpito dal sisma, perché non ci interessava nè la passerella, nè quanta gente saremmo riusciti a mobilitare, ma rendere chiaro che l’impegno del sottoscritto e del Governo per accompagnare, meglio accelerare, la ricostruzione sarà totale. E Renzi voleva anche ringraziare i sindaci, i lavoratori e gli imprenditori della Bassa per la forza di reazione, la caparbietà, il coraggio che hanno dimostrato al Paese intero nell’affrontare una tale tragedia».

Ha annunciato che girerà tutta la Regione in camper: cosa si aspetti di trovare dai cittadini?

«Questa regione la conosco come le mie tasche: in cinque anni l’ho percorsa in ogni luogo con la mia auto. Ho fatto una media di 80mila chilometri all’anno. A me piace chi decide, non a caso ho messo “velocità” nelle dieci parole chiave del mio programma, perché siamo un Paese lento a decidere e dopo aver deciso a concretizzare. Ecco perché la politica ha perso di credibilità. Ma prima di decidere chi amministra deve saper ascoltare. Così farò in questa campagna elettorale. Il camper permette di lavorare mentre ti sposti e dare anche idea di sobrietà. Con me alla guida della regione di auto blu non ne vedrete».

Sanità: l’idea di offrire prestazioni ambulatoriali anche nel week end è assai innovativa. Credi che troverai terreno fertile tra i professionisti?

«Me lo auguro. Di certo so che troverei terreno fertile tra i cittadini, perché in una sanità regionale che è prima in Italia e tra le prime in Europa, di certo vanno ridotti i tempi di attesa di certe prestazioni sanitarie. Lo faremo».

Tre priorità per la Bassa.

«Accompagnare e velocizzare la ricostruzione. Il governo Renzi è già impegnato a prorogare stato di emergenza; io penso anche alla fiscalità strutturale di vantaggio con le zone franche urbane: ossigeno per le imprese piccole e piccolissime, per le quali il terremoto si è saldato con la crisi. Realizzare la Cispadana, attesa da anni, arteria fondamentale per la competitività del territorio e del sistema economico. Anche su questo Renzi ha preso impegni e confido che nel 2015 possano partire i lavori. Mi auguro poi che avvenga ciò che ha annunciato il premier e cioè che venga strutturalmente allentato il patto di stabilità per i Comuni affinché si possano fare investimenti, dunque creare lavoro».

Non crede che la Bassa si aspettasse qualche certezza in più dal premier sul post terremoto? D’accordo Cispadana e stato d’emergenza prolungato, ma la vicenda zone franche è una priorità che potrebbe entrare nella legge di Stabilità?

«Matteo ha già preso importanti impegni, anzi, già nei giorni scorsi i sottosegretari Delrio e Lotti hanno incontrato la Regione e i nostri parlamentari per Cispadana e richieste dei sindaci. Insisteremo e vigileremo affinché gli impegni vengano mantenuti. Ma che Renzi sia già venuto due volte qui, nonostante sia Premier da soli sette mesi, la dice lunga sul suo impegno nei confrontati della Bassa».

Lei ha definito il lavoro un’ossessione: cosa potreste fare come Regione per creare posti di lavoro?

«Sì, sarà la mia ossessione. Non a caso ho detto che una delle prime cose che farò è proporre alle parti sociali e ai sindaci un nuovo patto per il lavoro e per la crescita, perché la ritengo la priorità delle priorità. Così come spendere bene i 2,4 miliardi di fondi europei che potrebbero arrivarci nel prossimo settennio. Un tesoretto da investire ad esempio in infrastrutture, agroindustria, ricerca e innovazione».

Il partito è in difficoltà, come vede il futuro del Pd dopo le ultime vicende.

«La prima giunta, se sarò eletto presidente, la faremo in uno dei Comuni del cratere. Mi vedranno spesso in giro. E tornerò nelle prossime settimane nei paesi colpiti. Alla Menu ho ricevuto una letterina commovente dei bambini di una scuola di Cavezzo che mi chiedevano di visitarli. Sono rientrato a casa alle 22.45 e ho telefonato al dirigente scolastico per dirgli che andrò nei prossimi giorni nel container dove fanno lezione. Mi ha ringraziato per la telefonata, ma gli ho risposto che chi decide di candidarsi alla guida di una istituzione deve essere al servizio dei cittadini».

@francescodondi

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