L’escluso verso le dimissioni da capogruppo
Oggi l’incontro con Muzzarelli, poi la decisione: «È chiaro che non sono gradito dagli attuali vertici»
«Anche oggi il mio Partito Democratico, partito a cui aderisco dalla nascita e in cui ho creduto, ha dilapidato una dose importante di democrazia. Dopo le vicende nazionali, le adesioni in netto calo e dopo la scarsa affluenza alle recenti primarie si è deciso di depauperare ulteriormente la riserva di democrazia e partecipazione del Partito Democratico di Modena».
Trande va subito sul tema del coinvolgimento dei circoli, prima tanto osannato e poi beatamente ignorato: «La “ampia consultazione” degli iscritti e degli elettori modenesi, e le chiare e nette indicazioni che da questi sono venute, sono state in larga parte ignorate. Sia quelli che si appellano in continuazione al parere del “popolo” dei democratici sia quelli che pontificano sulla utilità di un partito “soggetto politico” in cui i cittadini, gli iscritti e gli elettori possano dire la loro sui problemi, sulle candidature, con le scelte di oggi, hanno fatto strame di democrazia e di partecipazione».
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Non è un mistero che Trande, fin dall’inizio, avesse invocato il mezzo delle primarie per scegliere anche questi candidati. Sarebbe stata l’ennesima consultazione in pochi, ma certo è che, alla luce di ciò che è accaduto, forse ci sarebbero stati meno strascichi: «Sul piano personale, ringrazio i tanti (e sono ampiamente i più dei 570 modenesi intervenuti alle Assemblee di Modena città) che, direttamente o indirettamente, hanno ritenuto la mia disponibilità, il mio profilo, come potenzialmente utile e hanno caldeggiato la mia candidatura e ringrazio anche i tanti che in queste ore mi inviano messaggi di vicinanza. Da stamattina si aprono diversi problemi sui quali rifletterò nelle prossime ore. In cima ad ogni riflessione c'è la constatazione che al gradimento della “base” del Pd modenese non ha corrisposto un analogo giudizio da parte del gruppo dirigente cittadino e provinciale».
Già oggi Paolo Trande dovrebbe vedere il sindaco Gian Carlo Muzzarelli per capire il dafarsi. Non sta in piedi, e Trande è il primo a saperlo, che dopo una simile decisione si possa continuare a cuor leggero nel ruolo di capogruppo.
Le dimissioni, insomma, sono vicine, un atto che porterà ora il Pd ad una nuova resa dei conti interna. (d.b.)
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