Ventotto imputazioni per Cesi
La Procura accusa l’ex comandante dei carabinieri di Correggio
«Se fossero minimamente fondate le accuse che gli vengono mosse, sarei preoccupato: vorrebbe dire che il luogotenente Roberto Cesi passerebbe il resto della vita in galera. Ma, al contrario, non siamo preoccupati».
Così l’avvocato Giuseppe Rossodivita di Roma – che difende l’ex comandante dei carabinieri di Correggio, che il 28 dicembre 2011 era stato rimosso dall’incarico per incompatibilità ambientale dagli alti comandi dell’Arma e trasferito prima a Vignola e poi a Modena, dove oggi lavora – commenta la richiesta di rinvio a giudizio presentata dal procuratore capo di Reggio Grandinetti nei confronti del sottufficiale.La procura reggiana, nei confronti di Cesi, ha rubricato 28 capi d’imputazione – che vanno dall’abuso d’ufficio alla concussione, dal peculato a omessa denuncia, per arrivare a minacce, violenza privata e falsità ideologica – citando 90 testimoni. L’udienza preliminare, davanti al gup, è stata fissata per martedì 25 novembre ma il luogotenente Cesi, che attraverso il suo legale annuncia di essere pronto a dare battaglia e a smontare il piano accusatorio, vuole tenere il “pallino in mano”. «Dopo un’attività d’indagine durata moltissimo tempo – prosegue Rossodivita – senza che al luogotenente fosse data la possibilità di difendersi (per più di due anni non abbiamo nemmeno saputo di cosa venisse accusato), è arrivata la notifica della richiesta di rinvio a giudizio. Essendo tutte contestazioni infondate ed essendo interesse di Cesi di dimostrarne l’infondatezza il prima possibile, saremo noi a portare il processo davanti al tribunale con una istanza di giudizio immediato» . (g.g.)
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