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Conciliazione, ecco i vantaggi

Conciliazione, ecco i vantaggi

Se si riesce a trovare un accordo le sanzioni amministrative vengono scontate fino al 60%

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La conciliazione giudiziale è uno strumento da rivalutare per fare pace col Fisco. Vediamo i punti salienti di questo istituto ricordando che, se si arriva all'accordo, le sanzioni amministrative vengono scontate fino al 60%. La conciliazione giudiziale è l'istituto con cui è possibile chiudere un contenzioso aperto con il Fisco. L'istituto può trovare applicazione in tutte le controversie per le quali hanno giurisdizione le Commissioni tributarie provinciali e non oltre la prima udienza. Non trova invece spazio con riferimento alle controversie minori per le quali è previsto l'obbligo di attivare il procedimento di mediazione tributaria . La conciliazione può essere proposta non solo dai giudici tributari ma anche dalle parti stesse.

Inoltre, si può realizzare sia "in udienza" sia "fuori udienza". Nel primo caso viene redatto un processo verbale in udienza, contenente le somme dovute a titolo di imposta, sanzioni e interessi. Invece, nel secondo caso, a seguito della valutazione del giudice in ordine alla sussistenza dei presupposti e delle condizioni di ammissibilità della conciliazione, viene dichiarata con decreto l'estinzione del giudizio.

La conciliazione si chiude sia con il versamento dell'intero importo o della prima rata, in caso di pagamento rateale, che va fatto entro venti giorni dalla data di redazione del verbale di conciliazione. Attenzione però, il mancato pagamento anche di una sola delle rate diverse dalla prima, entro il termine di pagamento della rata successiva, comporta l'iscrizione a ruolo delle residue somme dovute e di una sanzione amministrativa tributaria. In caso di avvenuta conciliazione, le sanzioni amministrative si applicano nella misura del 40% delle somme irrogabili in rapporto all'ammontare del tributo risultante dalla stessa conciliazione. Invece, in caso di mancato raggiungimento dell'accordo, il contenzioso tributario prosegue.

Le valutazioni delle parti.

A seguito dell'instaurazione di un giudizio tributario, sia il contribuente sia l'Agenzia delle Entrate possono esaminare i motivi addotti da parte avversa rispettivamente nelle controdeduzioni e nel ricorso per valutare meglio il rating di sostenibilità della controversia. Nell'ambito di tale valutazione le parti possono anche tenere conto dei nuovi elementi evidenziati negli atti difensivi, dei sopravvenuti orientamenti della prassi o della giurisprudenza, del loro consolidamento o, ancora, dell'introduzione di norme di interpretazione autentica. Se il contribuente prevede una possibile sconfitta è meglio conciliare.

Vantaggi per il contribuente. Nell'ambito della valutazione il contribuente potrà anche tenere conto del fatto che è possibile utilizzare in compensazione i crediti verso la pubblica amministrazione (per somministrazioni, forniture e appalti) per il pagamento delle somme dovute ma anche che è possibile compensare, in sede di conciliazione, l'imposta a debito con quella a credito derivante dalla dichiarazione dell'anno. Infine non ci si può dimenticare del fatto che, con la conciliazione giudiziale, le sanzioni amministrative si applicano nella misura del 40% delle somme irrogabili in rapporto all'ammontare del tributo risultante dalla conciliazione medesima.

Giorgio Guandalini

dottore commercialista

revisore contabile

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