Corsa contro il tempo per la sicurezza dei fiumi
Aipo: entro la fine dell’anno saranno appaltati interventi per 23 milioni di euro Secondo esposto contro gli interventi di “pulizia” sui torrenti Tiepido e Grizzaga
Dopo il disastro di Genova e l’emergenza scattata ieri a Parma, con la stagione autunnale si ripropone il tema della sicurezza idraulica a Modena. Dove a gennaio la rottura dell’argine ha allagato paesi, case e aziende, causando danni stimati in 210 milioni di euro.
A che punto siano con la messa in sicurezza degli argini dei fiumi e con gli altri interventi annunciati sul territorio? Archiviata l'emergenza alluvione, da Aipo fanno sapere «che entro la fine dell’anno saranno appaltati tutti i lavori previsti dal secondo stralcio dell'ordinanza numwero 5», che vede uno stanziamento complessivo di oltre 23 milioni di euro da spendere sul nodo idraulico modenese.
Ma intanto con un esposto depositato al comando della Guardia a Forestale, il presidente della Consulta per l’ambiente Emilio Salemme continua a puntare il dito sul taglio indiscriminato di piante e arbusti lungo i torrenti Tiepido e Grizzaga.
Oltre a lavori già finanziati e appaltati, l'ordinanza 5, dello scorso 8 luglio, vede l'approvazione del secondo stralcio relativo a venti «interventi urgenti connessi ai fiumi che hanno generato gli eventi alluvionali abbattutisi sulla provincia di Modena tra il 17 ed il 19 gennaio 2014». Nello specifico, il lavoro più consistente da realizzare riguarda il Secchia con un totale di 13 milioni di euro destinati a lavori sugli argini «a valle della cassa fino al confine regionale per garantire il franco di un metro, rispetto alla piena» oltre alla «stabilità e resistenza dei rilevati, comprensivo delle indagini geologiche-geognostiche preliminari».
Occhi puntati anche sulla cassa di espansione del Secchia a Campogalliano dove Aipo ha stanziato un milione di euro per «valutare e predisporre la possibilità di regolazione . della diga, ndr - in situazioni emergenziali anche per piene ordinarie».
Gli interventi più numerosi in programma riguardano invece il Panaro: son ben quindici infatti i lavori previsti. Tra questi si contano «interventi specifici di adeguamento della cassa d'espansione del Panaro» con un milione di euro, ma la parte più consistente dei lavori, per cui Aipo ha stanziato 8 milioni di euro, riguarda una serie di «lavori urgenti» per rimettere a posto delle frane lungo gli argini del fiume da Bomporto, Nonantola, Castelfranco, Ravarino e Finale Emilia.
Dunque da Aipo massima attenzione sugli argini di Secchia e Panaro, mentre continuano a far discutere i lavori di manutenzione, con il taglio di piante e arbusti, lungo i torrenti Tiepido e Grizzaga. Solo pochi giorni Emilio Salemme, presidente della consulta per l'ambiente di Modena, aveva depositato un esposto sui lavori in corso lungo i torrenti Tiepido e Grizzaga in cui chiedeva «di andare a fare chiarezza» su «manutenzioni e dello sfalcio di alberi lungo i due torrenti». Ora Salemme rincara la dose con un nuovo esposto depositato ieri sempre alla Forestale, e chiede di «accertare le responsabilità per i reati di disastro ambientale e peculato». Secondo Salemme infatti sulla «stampa locale il dott. Gianfranco Larini del servizio tecnico di bacino dichiara che la Regione non ha sostenuto alcuna spesa» per i lavori di taglio «destinando in compensazione il legname», mentre dovrebbe dare spiegazioni «sulle imprese che hanno tagliato gli alberi» e che hanno «eseguito il disastro sui torrenti Tiepido e Grizzaga» che rientrano nel «corridoio ecologico della provincia di Modena a seguito di un progetto europeo».
Sempre sul taglio di piante e arbusti lungo il Tiepido dove sembra essere «passato un tornado», da Portile un gruppo di residenti preoccupati dalla modalità dei lavori chiede «all'amministrazione di fare qualcosa». Per Salemme in Italia «esistono troppi enti che decidono in autonomia e stanziano finanziamenti» su manutenzione e lavori idrogeologici senza coordinamento: «Esiste una giungla burocratica dove ognuno fa quello che vuole quando si tratta di fare interventi che riguardano aree vaste. Il problema va considerato in quanto esistono diversi enti, dai consorzi alle autorità di bacino attivi sullo stesso settore».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
