Disastro colposo: imputati i vertici Cpl
Casari , Spaggiari e altri 3 dirigenti sotto accusa per l’esplosione di una caldaia in una scuola materna
CONCORDIA. Il presidente di Cpl Concordia Roberto Casari, il consigliere delegato Daniele Spaggiari, concordiese pure lui, e i tre dirigenti Giulio Lancia, Alfredo Lupi, e Walter Lucidi, referenti per le aree della Campania e del Teramano, sono stati imputati dalla procura di Teramo per la drammatica vicenda dell’esplosione per una fuga di gas che l’anno scorso distrusse la scuola materna di Piano d’Accio, frazione di Teramo. I cinque compariranno tra breve davanti al Gup. Il pm Giovagnoni, titolare dell’indagine, ne ha chiesto il rinvio a giudizio: l’accusa è di disastro colposo. La Cpl Concorda è la cooperativa alla quale il Comune ha affidato la gestione degli impianti termici delle scuole. La procura contesta ai cinque imputati il malfunzionamento del vano caldaia nel quale si verificò la tremenda esplosione del 3 ottobre dell’anno scorso, avvenuta, per una circostanza davvero fortunata appena un’ora dopo l’uscita dei bambini. In particolare le accuse riguardano due aspetti tecnici dell’impianto: la celletta in cui era alloggiato il contatore, da cui è partita la fuga di gas, non sarebbe stata realizzata a norma; anche il vano caldaia avrebbe presentato alcune irregolarità per quanto riguarda i sistemi di sicurezza. In questo caso l’attenzione degli inquirenti si è incentrata sulla griglia di aerazione che non sarebbe stata di dimensioni regolari e sarebbe stata collocata in un punto sbagliato, tanto da non consentire una rapida fuoriuscita del gas verso l’esterno. Il vano caldaia si sarebbe saturato di gas perché vi era un foro – che non doveva esserci – che lo metteva in comunicazione con la celletta del contatore da cui era partita la fuga di gas. La concomitanza di tutti questi elementi avrebbe trasformato il vano caldaia in una bomba pronta a esplodere; lo scoppio è poi avvenuto quando il metano è arrivato fino alla fiammella pilota del boiler dell’acqua calda. L’esplosione fu dunque inevitabile e – secondo le accuse – si rivelò così devastante proprio perché vi erano delle gravi irregolarità tecniche.
La Cpl aveva diffuso una nota per dichiarare di non sentirsi responsabile di quanto accaduto: «L’incidente è stato causato da un guasto che ha provocato una ingente fuoriuscita di gas che ha interessato l’impianto a monte del contatore (apparecchiature e raccordi). L’installazione e manutenzione di tale impianto di media pressione non è mai stato a carico di Cpl Concordia».
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