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Il patto regge, Coop resta chiusa il Primo Novembre

Il patto regge, Coop  resta chiusa il Primo Novembre

Per Ognissanti stop a iper e supermercati in città. Ma il sindacato attacca: «Faremo sciopero»

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Il patto regge e verrà rispettato, ci sono ancora alcune incognite (cosa faranno cioè i vari centri della provincia) ma il primo novembre vedrà in città i supermercati e gli iper di Coop Estense con le serrande abbassate. Chiusi pure gli altri che hanno sottoscritto con l’amministrazione comunale l’accordo che regolamenta le aperture festive. Comunque sia, nonostante il caso Primo novembre si sua risolto, le organizzazioni sindacali faranno comunque sciopero in quella giornata. Le comunazioni di Coop già inviate a sindacati e lavoratori su quella ’apertura festiva non hanno dunque più valore.

Ieri si è svolto in Comune l’incontro tra il sindaco Muzzarelli e i rappresentanti della grande distribuzione che hanno aderito all’accordo di autoregolamentazione sottoscritto nel 2012 (Esselunga non ne fa parte). C’era bisogno di un confronto, di fare chiarezza e chiarezza è stata fatta: primo novembre chiusi, così come nelle altre festività previste nell’accordo, tra le quali, nei prossimi mesi, il 25 e il 26 dicembre e il 1 gennaio.

Muzzarelli ha parlato di un 5tavolo aperto sui temi della liberalizzazione e ha annunciato l’avvio di un tavolo di confronto su questo tema. «Un disegno di legge che modifica la normativa sulle aperture nei festivi è già stato approvato dalla Camera – ha detto il sindaco – ma in ogni caso abbiamo l’esigenze di un approfondimento e di un confronto su come a Modena si organizza l’attività. Credo sia necessario, infatti, trovare un punto di equilibrio sociale tra le necessità degli operatori commerciali, il servizio al consumatore, i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori al riposo festivo, il diritto della comunità – conclude il sindaco – a veder riconosciuto il valore di alcune festività civili e religiose che sono parte della nostra tradizione e dei nostri valori».

Tra i punti che potranno essere approfonditi al tavolo che si riunirà nelle prossime settimane c’è anche quello della valenza territoriale dell’accordo. Quello in vigore è limitato al territorio di Modena, mentre da parte degli operatori è stata evidenziata l’esigenza di estenderlo all’area vasta allargando anche la base dei soggetti che assumono l’impegno a rispettarlo. I sindacati però rilanciano e confermano lo sciopero indetto per il primo Novembre.

«Nessun posto di lavoro creato - recita la nota dei confederati - nessun beneficio sui fatturati, solo progressivo indebolimento dei piccoli esercenti in favore dei colossi della grande distribuzione organizzata. Confesercenti elabora ogni mese un nuovo bollettino di guerra su piccoli esercenti chiusi e posti di lavoro persi, nella maggior parte dei casi senza alcuna tutela in materia di ammortizzatori sociali. La grande distribuzione organizzata invece ha dovuto educare il consumatore all'acquisto domenicale concentrando le politiche di marketing su tale giorno, si veda il fiorire di sconti utilizzabili solo di domenica. In questo contesto paradossale il sindaco ha convocato per oggi tutti i soggetti, tranne le organizzazioni sindacali rappresentanti di coloro che pagano il prezzo maggiore delle liberalizzazioni degli orari commerciali. Allora che prendano la parola i lavoratori rifiutandosi di lavorare durante le festività, anche perché l’obbligo alla prestazione lavorativa festiva non è sancito nemmeno dal contratto nazionale del commercio, così come sul lavoro domenicale non è sancito alcun obbligo da parte del personale a garantire il lavoro su tutte le aperture dell'anno».

«Anche i sindacati avrebbero gradito far presente al sindaco - dicono Cgil, Cisl e Uil - i tanti casi di lavoro, soprattutto femminile, non più tutelato a causa della continua imposizione dei datori di lavoro sulle turnazioni 7 giorni su 7. Dei contratti a otto ore la settimana a copertura solo del sabato e della domenica, e non si parla di studenti ma anche di lavoratori con famiglie monoreddito. Avremmo voluto far presente le condizioni di lavoratori che alla domenica lasciano i figli alle baby sitter in quanto entrambi sono di turno».

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