Seimila modenesi alla manifestazione contro il Jobs Act
Il segretario Tania Scacchetti: «È mancato il confronto con i sindacati, così la legge non va e vi spiego perché»
Seimila lavoratori modenesi in protesta contro il Jobs Act. Sono i partecipanti attesi dalla Cgil allo sciopero regionale di otto ore che si svolgerà dopodomani a Bologna, in piazza Maggiore.
La manifestazione è organizzata dal sindacato e rivolta ad addetti nei settori dell’industria, del terziario, della cooperazione, dell’agricoltura e dell’artigianato. La Cgil contesta al governo Renzi sia i contenuti della legge delega sia la strada seguita per portarla avanti.
«Abbiamo incontrato parlamentari del Partito democratico - ha spiegato Tania Scacchetti, segretario Cgil Modena - e siamo stati molto duri sia sul metodo sia sul merito. Siamo contrari al voto di fiducia, senza il confronto con i lavoratori e i sindacati».
«La riforma del mercato del lavoro è necessaria - ha garantito Scacchetti - ma occorre cambiare la politica economica e ragionare sui vincoli europei».
Il Jobs Act, secondo il segretario, toglie garanzie ai lavoratori anziché fornirne di nuove, a partire dall’articolo 18 dello Statuto.
«Se oggi alcuni lavoratori sono considerati e altri di serie B - ha ripreso - con il testo vengono tutti equiparati in serie B. In più sarebbe eliminata la reintegra per i lavoratori, che oggi è un deterrente, e c’è l’ipotesi del demansionamento che potrebbero utilizzare le aziende. Gli ammortizzatori sociali, a invarianza di risorse, non ci fanno stare tranquilli. Le coperture sono ridotte, come la cassa integrazione. Dal 1° gennaio sarà ridotta la mobilità, la cassa in deroga».
«Debolezza» il Jobs Act mostra per quanto riguarda il tema del precariato. Nel testo, ha ripreso Tania Scacchetti, non si arriva alla riduzione dei tipi di contratto di lavoro da tempo auspicata dalla Cgil.
«Il decreto Poletti sembra anzi avere liberalizzato i contratti a termine - ha aggiunto il segretario - mentre noi saremmo per quattro forme: lavoro autonomo, determinato, indeterminato e stagionale. Il contratto a tutele crescenti? C’è da capire in che direzione andrebbe». Il segretario ha espresso dubbi anche alla luce del tavolo di un’ora tra il premier Matteo Renzi e Susanna Camusso, leader nazionale della Confederazione generale italiana del lavoro.
«L’incontro alla Sala Verde - ha dichiarato Scacchetti - ha escluso la possibilità di un confronto sul Jobs Act, anche se ci sarà un nuovo incontro il 27 ottobre sulla legge di stabilità. Escludere i corpi intermedi da una discussione così importante è un segnale pericoloso».
«Forte preoccupazione» per il trattamento di fine rapporto in busta paga, dato che la Cgil auspica «soluzioni migliori», soprattutto per i giovani lavoratori, e il «superamento della riforma Fornero», in particolare per le pensioni.
Tra le proposte sul tavolo, lotta all’evasione e alla corruzione («che tolgono ogni anno 180 miliardi di risorse»), investimenti in infrastrutture, riduzione dei costi energetici nelle aziende e riforma del fisco. La protesta non si esaurirà giovedì. Venerdì notte è in programma un’iniziativa nei luoghi della movida modenese, assieme all’Unione degli Universitari. Sabato ci sarà un flash mob in centro a Modena e un’assemblea pubblica a Carpi, in cui si parlerà anche di pubblica amministrazione.
Mercoledì prossimo sarà Mirandola a ospitare un “aperitivo dei diritti”. Sabato 25 manifestazione generale in piazza San Giovanni a Roma.
Gabriele Farina
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