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Cispadana, fiducia a Roma ma la protesta non si placa

Cispadana, fiducia a Roma ma la protesta non si placa

L’onorevole Ferraresi: «Emendamento subdolo nella norma sul terremoto» Lugli: «Consumo zero di suolo? Balle, cementificano 2mila ettari di terre fertili»

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Il Governo farà rientrare oggi dalla finestra l’autostrada Cispadana che era stata messa alla porta quando era stato presentato, in settembre, il famoso decreto “Sblocca Italia”.

Dopo due giorni di ostruzionismi delle minoranze alla conversione in legge del decreto contenuto nell’atto 2629, in discussione alla Commissione ambiente della Camera, oggi si fa verso una delle operazioni ormai standard, il ricorso alla fiducia, che consentirà di accogliere l’emendamento del Pd che statalizza la contestata autostrada.

L’operazione era stata garantita anche dal premier Renzi nella sua recente apparizione a Medolla, a sostegno della candidatura di Stefano Bonaccini a presidente della Regione, e benedetta dal sindaco di Medolla, Filippo Molinari. Renzi ha previsto l’inizio del cantiere e la fine dei lavori in pochi anni.

Sulla trasparenza della vicenda e sulle logiche che la sostengono tuttavia continuano a registrarsi forti perplessità.

«È avvilente - dice l’onorevole dell’M5S Vittorio Ferraresi - che continui questo metodo di far passare le norme, infilandole qua e là. Sono indignato che l’emendamento sia stato inserito in una norma che riguarda le proroghe per i terremotati, così da vincolare moralmente o magari accusare di essere contro i terremotati chi non è d’accordo. Un metodo indegno...».

«Nella presentazione della candidatura di Bonaccini alla presidenza della Regione ha trovato grande spazio l’Autostrada Cispadana. E mentre Bonaccini ne promette la realizzazione contemporaneamente promette anche il consumo zero di suolo. Come sia compatibile questa promessa con le 4 nuove autostrade previste in Emilia Romagna, di cui la Cispadana divorerà circa 2.000 ettari di terreno, è una domanda che rivolgiamo direttamente a Bonaccini - commenta invece Stefano Lugli, della Lista Un’altra Emilia Romagna - Così come gli chiediamo di presentare i dati in base ai quali questa autostrada porterà il rilancio economico nei territori attraversati. Perché ad oggi l’unica cosa certa è la distruzione di migliaia di ettari dei campi agricoli più fertili della regione, la perdita di valore di immobili e terreni, il peggioramento della qualità della vita di migliaia di cittadini. Per altro Bonaccini promette ciò che non gli compete, perché proprio un emendamento del Pd al decreto “Sblocca Italia” stabilisce che dal 2015 il Ministero dei Trasporti subentri alla Regione come stazione appaltante dell’Autostrada Cispadana, che il Pd punta a far rientrare nell’elenco delle infrastrutture di rilevanza strategica nazionale per renderne più semplice l’autorizzazione ed il finanziamento. E il tentativo di inserire il finanziamento dell'opera nella legge di stabilità è la conferma della bugia che è stata raccontata ai cittadini dal Pd quando da anni dicono che l'autostrada la pagano i privati. La verità è che privati disposti a investire in un’opera inutile non ce ne sono e si chiede di pagarla con denaro pubblico - chiude Lugli dicendo che l’autostrada è certamente «utile solo ai cavatori e agli speculatori». Sulla stessa linea le associazioni ambientaliste della Bassa. Insomma, la diatriba sull’utilità di un’autostrada - la controproposta è una superstrada a servizio del territorio- non si placa.

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