Come invecchiare in modo sano e attivo
Due giorni di convegno a Mirandola per definire servizi e tecnologie che riducano l’ospedalizzazione
MIRANDOLA. Per due giorni Mirandola diventa la capitale europea dell’invecchiamento attivo: domani e venerdì si terrà infatti a Villa Fondo Tagliata la conferenza europea “Ageing Wealth - Invecchiamento Sano e Attivo”. La due giorni è organizzata dalla Fondazione Democenter e prevede l'intervento di 25 relatori tra medici, scienziati e ricercatori, amministratori pubblici e imprenditori da 10 paesi diversi.
La conferenza è dedicata ai servizi, alle tecnologie e alle soluzioni innovative per migliorare la gestione e le condizioni di vita di chi è affetto da malattie croniche: non solo anziani, ma anche sempre più bambini. Si parlerà così di domotica, di prevenzione, di nuove tecnologie e non è un caso che la conferenza si tenga a Mirandola: nel settore biomedicale è il terzo distretto a livello mondiale e a novembre verrà inaugurato il tecnopolo.
«Nel 1950 - spiega Massimo Dominici, docente e ricercatore dell'ateneo modenese, medico e referente del tecnopolo di Mirandola - l’aspettativa di vita nel mondo occidentale era di 65 anni, nel 2050 la stima è di 83 anni in occidente. Da qui l’invecchiamento della popolazione, che porta con sé nuovi fabbisogni legati all’indipendenza e all'autosufficienza. Come affrontare il tema? Con tecnologie avanzate, con la telemedicina, evitando l’ospedalizzazione. Il convegno nasce così in una realtà biomedicale già assodata e sottolinea come questa possa essere palestra e fabbrica dei dispositivi medici del futuro».
Dello stesso avviso anche Maino Benatti, sindaco di Mirandola, che spiega come «la prevenzione, le scoperte scientifiche, la tecnologia hanno allungato la nostra vita, ma in questo c'è una sfida sociale: garantire una vita dignitosa e umana agli anziani e ai sempre più giovani che devono convivere con malattie croniche come il diabete o la disabilità. Uno dei temi del futuro sarà la domiciliarità e per questo sarà determinante la tecnologia».
«Dal 1900 - conclude Luciano Vecchi, assessore regionale - la speranza di vita è cresciuta di 3 mesi all’anno, la nostra è la regione italiana con la più alta aspettativa di vita e, di conseguenza, col più alto tasso d’invecchiamento. Il censimento Istat 2011 individua nella nostra regione 986mila persone con più di 65 anni, 517mila ne hanno più di 75. Secondo il censimento il 55% di loro non è in buona salute ed è non è a basso rischio di malattia. Tutto questo diventa un problema se non ci si organizza, ed è proprio questo è il tema di fondo del convegno: costruire risposte avanzate per garantire l'autosufficienza e la dignità a queste persone. Aiuta a ridurre l’ospedalizzazione, che significa spese ingenti, e la costruzione di queste risposte è una grande opportunità anche economica».
Andrea Minghelli
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