Gazzetta di Modena

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« Il garage Ferrari non è in regola»

di Serena Arbizzi
« Il garage Ferrari non è in regola»

Consiglio di Stato respinge ricorso del Comune: ora può rischiare l’abbattimento

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Il Consiglio di Stato ha respinto l’appello del Comune e della società B.A. Service contro la sentenza del Tar di Bologna che aveva annullato la concessione edilizia della costruzione del garage Ferrari di via Trento Trieste. È stato così scritto un nuovo capitolo di questa vicenda, che ha visto pronunciarsi il Consiglio di Stato in linea con le precedenti sentenze del Tar. Con il risultato che ora, la struttura di via Trento Trieste rischia di andare contro l’abbattimento. «Lunedì il Consiglio di Stato ha depositato la sentenza che ha respinto gli appelli della B.A. Service e del Comune di Modena in quanto inammissibili, condannandoli entrambi al pagamento delle spese» spiega l’avvocato Giovan Ludovico Della Fontana, che assiste i vicini del garage, i quali hanno impugnato la concessione edilizia rilasciata a suo tempo per la costruzione. «Ora, la sentenza del Consiglio di Stato non è impugnabile» conferma l’avvocato. In totale le spese di giudizio relative all’appello ammontano a 6mila euro, metà a carico della B. A. Service e l’altra metà a carico del Comune. La stessa amministrazione, negli ultimi mesi, ha adottato un provvedimento con cui ordinava di demolire l’intero fabbricato alla B. A. Service, o, in alternativa, di presentare entro novembre la domanda per sanare la porzione di fabbricato non conforme alla normativa urbanistica. La vicenda giudiziaria del garage Ferrari va avanti dagli anni Ottanta. Con una delibera del 1987 il Comune approvò una variante al piano regolatore, per il parcheggio. Contro la sua costruzione, però, si mossero famiglie di residenti e ricorsero al Tar. Nel 1990 il Tribunale diede ragione ai ricorrenti, annullando sia la variante urbanistica sia la concessione edilizia. Il Comune, tuttavia, fece ricorso, già in quegli anni una prima volta, al consiglio di stato. Il ricorso, però, rimase fermo a lungo, fino a quando nel 2002 venne dichiarato scaduto nei termini. A quel punto, i residenti chiesero all’amministrazione di applicare quanto deciso dal tribunale e di annullare la concessione con tutte le conseguenze. «Solo in quel momento vennero informati del fatto che nel 1994 era stato disposto il rinnovo della concessione edilizia per la costruzione dello stesso garage» si legge, però, nella prima sentenza del Tar. I ricorrenti avviarono un nuovo ricorso, vincendolo e il Tar ha ribadito lo scorso anno che il parcheggio multipiano è di novemila metri cubi più grande del limite consentito: quei volumi eccedono i limiti previsti dal decreto ministeriale del 1968 e la concessione che il Comune diede più di 20 anni fa al garage va annullata. Sentenza che ha sancito la vittoria dei residenti, così come ha fatto il Consiglio di Stato con l’atto depositato lunedì.

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