Luminarie e polemiche: il centro si divide ancora
In corso Fanti solo 5 commercianti su 20 disposti a pagare per gli addobbi natalizi «A noi le spese, in corso Pio lo shopping». Semellini: «Falso, c’è spazio per tutti»
Tira, come si dice, una brutta aria sul fronte delle luminarie natalizie. Un tema che sottolinea ancora una volta le divisioni che purtroppo si vanno cristallizzando tra il centro città parte nord (corsi Fanti e Cabassi), e la parte sud (corso Pio, piazzetta e corso Roma).
Siamo partiti da una notizia: solo 5 commercianti su 20 in corso Fanti, tra via Santa Chiara e la piazza, hanno dato la pre-adesione al contributo economico per l’installazione delle luminarie. Parlando con chi non intende versare i 130 euro per le luminarie sono poi emersi anche altri problemi che forse stanno alla base di un malessere più generale. «L’iniziativa per le luminarie è molto bella e l’apprezzo - dice Fausto Torreggiani, titolare del ristorante Stubai - ma le lucine possono fare ben poco per questa zona ormai deserta. Guardi l’ora: sono le 11.30 di mattina e non c’è nessuno. Figuriamoci la sera. Io sono all’inizio di corso Cabassi, un tempo strada magnifica, adesso sembra di essere in periferia. Tutto succede in corso Pio: sarà forse perché c’è qualche collega commerciante che ha il potere di attirare iniziative?».
Luca Semellini, coordinatore dei commercianti di “Carpi c’è”, coglie la palla al balzo: «Le iniziative - dice - sono sempre il frutto dell’impegno personale. Venire alla riunioni, cogliere le opportunità che offre il Comune che paga diritti Siae e rinuncia alla tassa dell’occupazione del suolo pubblico per chi organizza spettacoli, significa darsi da fare. Non ci si può lamentare ed essere passivi. Sulle luminarie le pre-adesioni sono sempre un momento delicato, ma confido nei colleghi. Chiederò la quota anche a Lapam, Confcommercio, Cna e Confesercenti: anche loro devono sostenere il centro».
«Io - dice Anna Bulgarelli - verserò il contributo anche se il mio negozio è in via Petrarca, fuori dalle vie principali. Il centro illuminato a festa “scalda” il cuore».
«Mi spieghi - dice invece Tiziano Ligabue de L’a-bi-ci, in corso Fanti - che senso ha mettere le luminarie al centro della strada. Qui dai giorni del terremoto siamo in un portico transennato che la sera è praticamente al buio. Se mi avessero proposto un’illuminazione che valorizzasse i negozi..., ma così non ha senso. Poi diciamoci la verità: noi illuminiamo ma poi i cittadini vanno tutti in corso Pio. Questa parte del centro è dimenticata. Anche in occasione della maratona qui non s’è visto nessuno».
Francesca Menotti, titolare assieme alla sorella del negozio Noi e l’Oro, ha avuto il compito di raccogliere le adesioni in corso Fanti. «Non è facile - dice - convincere i colleghi sull’utilità dell’iniziativa. C’è chi dice che costa troppo, chi invece vorrebbe se ne occupasse il Comune».
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