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«Ritardi e guasti: i bus per gli studenti così non vanno»

«Ritardi e guasti: i bus per gli studenti così non vanno»

Nonantola. Monta la protesta tra le famiglie di Campazzo «L’abbonamento costa 300 euro ma il servizio è pessimo»

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NONANTOLA. La frazione nonantolana di Campazzo è servita da un bus scolastico che sta dando problemi alle famiglie. Si tratta del numero 551, mezzo della ferrarese T.Per, che parte da via di Mezzo, transita per via Selvatica per poi giungere alla frazione di Campazzo, in centro. La destinazione è Modena Autostazione, crocevia per gli alunni che studiano nel capoluogo. Le corse sono solo due: alle ore 6,55 l'andata, alle 14,20 il ritorno. Alcune famiglie residenti a Campazzo, stanche dei problemi che affliggono la linea, lamentano disagi e costi. Raccontano di bus rotti e corse saltate, di permessi di lavoro chiesti d'urgenza per accompagnare i figli a scuola e della incresciosa situazione che viene a crearsi al rientro. Tamara Toni, residente in via Selvatica, mamma di due studenti delle superiori, deve provvedere spesso a portarli a scuola. Lunedì è saltata la corsa delle 14,20. In questi casi, preso l'autobus successivo, che va a Cento, i figli vengono lasciati a un chilometro da casa. «Da quando è iniziato l'anno scolastico è accaduto altre volte. Il bus è rotto o non passa, ci dicono i figli al telefono. Li portiamo noi affinché non saltino lezioni. L'abbonamento costa 303 euro. Viene applicato uno sconto del 20% per il secondogenito. Fino a due anni fa era possibile fare l'abbonamento solo per i mesi di scuola, ora non più, si è costretti a pagare tutto l'anno. Inoltre sa chi mi ha dato conferma dello sconto? La biglietteria di Cento, l'unica che abbia risposto alle telefonate». La signora Toni si fa inarrestabile quando espone la situazione che si crea al rientro: «Per non perdere l'unico bus che li porta a casa devono salire su una navetta che li porta da scuola all'autostazione. Ebbene, non solo viaggiano pigiati come sardine ma molte volte neanche riescono a salire. Perso il mezzo delle 14,20, vengono lasciati dal mezzo successivo a un chilometro da casa. Firmo permessi per farli uscire da scuola dieci minuti prima pur di essere sicura che riescano a salire sulla navetta». Anche Patrizia Grenzi ha la figlia sul bus. «Due corse sono insufficienti e il disservizio si ripete. Quest'anno, da quando è iniziata la scuola, i giorni in cui la tratta non è stata servita sono stati diversi. Al ritorno mia figlia non riesce a salire sulla navetta tanto è colma». Infine, Raffaella Truosolo: «Il bus mi serve per andare al lavoro. La corsa salta con frequenza. Chiedo passaggi o ricorro a permessi di lavoro. Consideri il costo del biglietto: tre euro se acquistato a bordo, sei euro al giorno». Infine, viene lamentata l'assenza totale di mezzi pubblici che colleghino Campazzo non appena finisce l'anno scolastico.

Patrizia Cantusci

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