Gazzetta di Modena

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Sassuolo, idee a costo zero

di Gianluca Pedrazzi
Sassuolo, idee a costo zero

«Le aree urbane da riqualificare sono un tesoro. Sgp, conti in ordine e fondi europei»

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«I miracoli? Difficile farli ma rimettere ordine nei conti del Comune, non rischiare di consegnare ai cittadini, che già hanno i loro problemi e che problemi, anche un municipio che fallisce e commissariato, si può e si deve. Questa città ha risorse. Grandi risorse. E allora con tanta umiltà mettiamoci tutti in campo per provare a rialzarla. A ridarle immagine. Rivedere parchi e strade curate... Soldi non ce ne sono ma qualcosa di buono si può fare». Claudio Pistoni è in Gazzetta per un “focus” che il giornale dedica alla capitale della Piastrella Valley, forte nei numeri della sua imprenditoria capace di esportare il 70% del prodotto ma inversamente proporzionale, debole, fallimentare, nell’immagine, nell’armonia del tessuto urbanistico, nella gestione della cosa pubblica. Un faccia a faccia, per parlare della Sassuolo di ieri, di oggi, di domani. Partendo dal buco nero di Sgp, la Società di Gestione Patrimoniale del Comune che è collassata con la giunta Caselli e ora è appesa alla decisione del tribunale che deve o meno accettare il piano di ristrutturazione del debito con i fornitori.

Numeri Pistoni. Quelli veri.

«È semplice: Sgp ha ancora 55 milioni di euro di mutui contratti. E altri 17 milioni che deve ai fornitori. Per dare continuità, garantire i servizi negli asili, nelle scuole, in tutti gli edifici pubblici, nei parchi, alla città... ne servono altri 26. In tutto siamo a cento milioni.... Una zavorra enorme... Con la quale dobbiamo convivere e da cui dobbiamo ripartire. Uscire».

Oggettivamente una situazione che non può essere solo figlia della giunta Caselli...

«Io sto ai fatti. Ai numeri. Pubblici. Nel 2009 i conti di Sgp erano in positivo, pagava fornitori e rate. La giunta Caselli in cinque anni ha sottoscritto altri mutui per 18 milioni. Ha contratto un finanziamento per altri 3 milioni e siamo al punto che servono 26 milioni per garantire i servizi quotidiani. Fanno in tutto 47 milioni. Vi domando: ci sono segni del passaggio della amministrazione Caselli o siamo al capolinea di una gestione fallimentare? Detto questo, a me quel che è stato non interessa. Errori anche della giunta Pattuzzi? Io tiro una linea su tutto e cerco di rimettere in piedi la città. Per i sassolesi».

E riparte dal bilancio...

«Il 31 luglio abbiamo approvato quello dell’esercizio in corso. È bruttarello lo so ma l’eredità che abbiamo raccolto non ci dà alternative. Dobbiamo essere concreti e avere in testa pochi punti ma chiari. Ricordo che per 18 mesi di fatto il Comune non aveva un bilancio preventivo. Quello del 2013 era stato approvato a dicembre.... Fine anno. Quello preventivo. Una barzelletta»

Se il concordato Sgp passa dove troverete i 26 milioni per assicurare i servizi e non spegnere il riscaldamento e luci di scuole, asili, uffici...

«Intanto con 17 milioni il Comune pagherà i fornitori e salderà i conti in sospeso in 5 anni. Poi i 26 li chiederemo alla Cassa Depositi e Prestiti contraendo un altro mutuo. Vitale. Abbiamo pensato anche ad emettere Boc, titoli comunali, ma gli interessi per i cittadini sottoscrittori devono essere concorrenziali con Bot e Btp eppoi ci sono i costi di emissione... Ma ci stiamo pensando».

Le altre linee di intervento?

«Soldi il Comune non ne ha da parte. Ritoccare le tasse? Ai sassolesi è già stato chiesto il massimo. Non c’è spazio di manovra ma dobbiamo crearcelo. Inventarcelo. E si può fare. Come? Muovendoci sull’urbanistica. Avendo un quadro serio e definito del patrimonio che il Comune ha. Il Comune di Sassuolo non ha un Ufficio Patrimonio. Insomma, non sa di cosa è proprietario. E non ci sono solo edifici... Tutto può essere utile per non dover zavorrare le casse comunali di altri oneri».

Esempi, grazie.

«Una delle priorità deve essere la riqualificazione dei 350mila metri dell’ex area Cisa Cerdisa. Coop Estense è pronta a rivelarne una parte dai privati per realizzare un centro commerciale e chiudere però altri suoi supermercati. Per il Comune sono oneri, introiti. Nella stessa area potrebbero poi arrivare altri servizi, un multisala... Insomma, sarebbero segnali. Non si tratta di cementificare ma di riqualificare aree abbandonate. Fatiscenti. In questa direzione andrà il nuovo Psc. Se tutto va bene, nell’autunno del 2015 può realisticamente iniziare l’abbattimento della Cisa Cerdisa».

Altri obiettivi?

«C’è piazza Martiri da riqualificare. Nei prossimi mesi assisteremo all’abbattimento del “Diamante”: l’area ospiterà un supermercato... Anche il palazzaccio 189 nel quartiere Braida sarà abbattuto».

Ma non si vive di soli oneri. Qualche fondo servirà...

«Dal 2015 al 2020 la Regione godrà di 2 miliardi e 400 milioni di fondi dall’Unione Europea. Sassuolo e il suo distretto dovranno essere pronti a saper presentare progetti per cogliere questa enorme opportunità. Occorre ridare slancio al centro storico ma anche ragionare come città che all’estero hanno saputo riconvertire zone industriali, capannoni... Pensiamo a dare più elasticità ai cambi di destinazione d’uso per attività utili alla città e al distretto. Perché a Londra e Berlino vecchi capannoni diventano centri culturali, centri di aggregazione, eventi e qui si pensa solo ad abbatterli...? Stiamo riorganizzando l’Azienda Comune. E razionalizzando le sedi dei servizi. Ufficio tecnico e sede della municipale nell’ex caserma dei carabinieri è solo un primo passo. Perché pagare affitti quando possiamo avere sedi nostre. Perché non dismettere edifici o scuole ormai obsolete e col ricavato costruirne nuove? Deve avanzare l’idea della Città distretto. Siamo tutti a pochi chilometri di distanza. L’Unione dei Comuni deve essere rafforzata nei servizi, lasciando ad ognuno la propria identità».

Per rialzarsi ci vuole anche il lavoro. Il ruolo del Comune nella crisi?

«Il Comune, le istituzioni devono fare da raccordo, piattaforma per mettere insieme i soggetti protagonisti dell’economia. Penso, ad esempio, ad incubatori di idee. Lo sa che solo nel Sassolese andando a fondo alle richieste di aiuto ai Servizi Sociali che ci sono state presentate da famiglie abbiamo trovato una settantina di ragazzi e giovani tra i 15 e i 25 anni che non fanno nulla, che hanno abbandonato gli studi. Ma oggi senza studio non hai futuro. Allora indagando siamo risaliti a loro, li stiamo convocando e gli stiamo proponendo corsi di formazione».

Pochino forse?

«È un passo ma ne servono altri. Tanti altri. Confindustria Ceramica e Acimac, ad esempio, credo debbano dialogare di più. Il distretto ceramico non è solo una formidabile area produttiva ma anche logistica, crocevia di merce. I mancati corsi di ceramica e logistica quest’anno all’Ipsia sono una sconfitta. Significa che non si è lavorato abbastanza insieme su u n’idea ottima».

La Bretella autostradale serve ancora?

«Certo che serve così come se si parla di mobilità non si può dire solo treno, treno... Gigetto o la linea per Reggio è inadeguata. Si ragioni in termini di monorotaia e si faccia rete con tutto il distretto e la Regione. Ci sono fondi solo da cogliere per dare slancio a nuove infrastrutture ma dobbiamo parlare una sola voce».

Tra un anno l’Expo...

«In un anno al Museo Ferrari arrivano 350mila turisti. Nel 2015 saranno di sicuro oltre mezzo milioni. Stiamo lavorando a un progetto che crei un tour alla scoperta di tutto il nostro territorio. Il Palazzo Ducale ospiterà una grande mostra con dipinti e sculture che fanno da sfondo agli Estensi. Ma l’improvvisazione non è più ammessa. Facciamo funzionare le idee. Lavoriamo su una grande risorsa chiamata turismo. Dandoci scadenze. Tempi. In questo settore come in tutti gli altri».

Il lavoro non manca. Auguri

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