Sistema-Serra, undici nuovi imputati
Abusi edilizi e di potere: chiesto il processo per il parroco don Mislei, l’ex sindaco Ralenti, Remo Uccellari e Tagliazucchi
SERRAMAZZONI. Il sindaco. Il parroco. Il capo dell’ufficio tecnico del Comune. L’imprenditore. Il titolare dell’ agenzia di onoranze funebri. L’architetto... Tutti imputati nell’ultima ondata di richieste di rinvio a giudizio che riguardano quattro delle ormai note vicende urbanistiche di Serra. A scorrere l’elenco di nomi e cariche verrebbe quasi da sorridere, “guarescamente”, se non fosse per la disarmante amarezza che rivela ancora una volta il “sistema-Serra”. Ovvero il sistema di progressiva inesorabile erosione di un territorio tra i più preziosi della provincia, sacrificato al cemento e agli interessi di questa e di quella parte, attraverso un uso “disinvolto” delle norme. Uso illegittimo, ad avviso della Procura, e in certi casi persino spudorato. Per quali interessi? Elettoralistici? Di potere? Economici? Magari... filatropici? Lo stabiliranno, semmai, gli eventuali processi, anche se in alcune vicende - tra versamento di soldi e prossimità ad elezioni - un’idea su quel saccheggio è già possibile farsela.
Fatto sta che vengono al pettine di una giustizia non proprio rapida le vicende dell’inceneritore e dintorni di San Dalmazio, dell’asilo di Riccò, della villa sulla collina e della Funeral house panoramica nel capoluogo.
L’udienza preliminare per undici imputati è convocata a inizio dicembre, dopo che ad aprile il pm Claudia Natalini aveva depositato altrettante richieste di rinvio a giudizio.
La storia dell’inceneritore di San Dalmazio la conoscono ormai tutti. Per quella vicenda ora sono imputati Remo Uccellari, il suo tecnico Daniele Zanni e il solito geometra comunale Enrico Tagliazucchi. Accusati di abuso edilizio per avere costruito e fatto costruire i 36 appartamenti (sotto sequestro) a Casa Morandino, tutti in zona agricola, così come altre opere. Abusiva anche la costruzione dell’inceneritore - per cui è indagata anche la moglie di Uccellari, Stefania Minozzi - costruzione interrotta solo dopo la rivolta dei cittadini, che avevano scoperto una raffica di anomalie ora acquisite all’inchiesta. La prodezza a San Dalmazio però riguarda Casa Contardo: dagli atti d’accusa risulta che Tagliazucchi avrebbe infilato in un’altra pratica in via di approvazione l’urbanizzazione di una vasta area agricola che - circostanze della vita - familiari dell’ex sindaco Sabina Fornari avevano venduto proprio ad Uccellari. Le accuse vanno dall’ abuso edilizio al falso.
Nota anche la vicenda della Funeral house, riferita a suo tempo dalla Gazzetta: qui la richiesta di giudizio riguarda l’ex sindaco Ralenti, Tagliazucchi e William Franchini, accusati a vario titolo di abuso edilizio e abuso d’ufficio. In sostanza, è stata favorita la costruzione di una villa panoramica con negozi in violazione di norme urbanistiche.
Sull’asilo di Riccò (vicenda “Happy Children”), tuttora sotto sequestro, è tutto altrettanto noto: è stato costruito dalla fondazione Paride Colfi (accusata negli atti dell’inchiesta di essersi “procurata un ingiusto vantaggio” con “danno per la collettività”), su una frana quiescente, in zona agricola e violando i limiti di rispetto del cimitero. Gli accusati sono il parroco don Franco Mislei, presidente della fondazione, l’ex sindaco Ralenti, l’ex tecnico Tagliazucchi e il tecnico di parte Paolo Sorzia.
Infine “Palazzo Iseppi”, una villa sorta in zona agricola da un vecchio edificio rurale: imputati Bruno Iseppi, il suo tecnico Stefano Belloi e, tanto per cambiare, Enrico Tagliazucchi.
Alberto Setti
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