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Un ponte Modena-Tirana gli “ italianesi” in mostra

Un ponte Modena-Tirana gli “ italianesi” in mostra

Parte la raccolta di materiale tra gli 8mila albanesi presenti nella nostra città Nell’autunno 2015 un’esposizione per illustrare un legame diventato molto forte

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Ci sono molti aspetti che legano l'Italia e Modena in particolare all'Albania e ora il museo civico archeologico e l'associazione “Modena per gli altri” (Moxa) hanno deciso di metterli in evidenza promuovendo una raccolta di materiale presso le famiglie dei modenesi e degli 8mila albanesi presenti sotto la Ghirlandina.

In questo modo sarà possibile, nell'autunno 2015, mettere in piedi una mostra con foto, documenti, oggetti che illustrino questo forte legame per il quale ieri in sede di presentazione dell'iniziativa il vicesindaco Gianpietro Cavazza ha utilizzato la parola “ponti” spiegando che «Occorre superare i confini e recuperare la nostra storia, del resto tante nostre imprese operano in Albania». Il progetto si chiama “Modena-Tirana andata e ritorno” ed è una iniziativa partecipata, uno dei sistemi oggi più moderni per attirare pubblico nei musei. Finora si è già svolta una iniziativa in Albania presso l'istituto italiano di cultura e ora si parte con la raccolta dei materiali: il museo lancia un appello e accetta donazioni, ma chi vuole prestare l'originale se ne priverà solo il tempo di eseguire una fotoriproduzione e poi ne tornerà in possesso. «Naturalmente saremmo lieti se qualcuno volesse fare una donazione che incrementi la nostra raccolta museale» spiegano Francesca Piccinini e Ilaria Pulini dei musei civici. «A Palazzo dei musei - spiega Pulini - del resto c'è già un nucleo di 40 immagini realizzale dal garibaldino Pietro Marubbi che da Piacenza si trasferì in Albania dove realizzò il più importante studio fotografico, oggi patrimonio Unesco».

Le immagini ottocentesche di Marubbi e poi del figlio adottivo Kel, del resto, sono bellissime e molto importanti dal punto di vista non solo storico ma anche etnografico: raffigurano donne e uomini in costume del nord dell'Albania. «Il rapporto nel '900 tra i nostri due stati - spiega Marco Turci di Moxa - è duraturo e basta pensare che negli anni '20-'30 molti ragazzi albanesi hanno frequentato l'Accademia militare di Modena mentre tanti borghesi albanesi dell'epoca venivano in Italia».

Del resto quella nazione a noi vicina, dove molti parlano l'italiano, è stata anche un protettorato italiano e le relazioni sono riprese anche in anni recenti, dopo il lungo periodo dell'oscura dittatura comunista che ha interessato l'Albania.

A questo proposito, come la mostra del 2015 spiegherà, venne coniato il termine “italianesi” che identifica le 400 famiglie italiane che nel 1945 furono “dimenticate” in Albania passando sotto il lungo regime rosso di Enver Hoxha. Insomma una storia che lega l'Italia e in particolare l'Emilia e Modena alla nazione dall'altra parte dell'Adriatico, basti pensare che in regione sono oggi presenti 60mila albanesi tra cui appunto gli 8mila di Modena che rappresentano il 9,3% del totale degli immigrati residenti. All'iniziativa, finanziata dalla Fondazione cassa di risparmio partecipa anche la comunità albanese in particolare attraverso il proprio giornale informativo, con sede a Modena, “Albania news”.

Chi vuole informazioni o fornire materiale in prestito per la rassegna può chiamare il numero 3398250307 o mandare una mail a info@memoriecoloniali.org.

Stefano Luppi

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