Gazzetta di Modena

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Addio a Schedoni morto a 101 anni “sarto” delle Ferrari

di Saverio Cioce
Addio a Schedoni morto a 101 anni “sarto” delle Ferrari

Nella chiesa gremita tanti amici e conoscenti del patriarca I dipendenti stretti attorno ai parenti: «Una sola famiglia»

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Se n’è andato a 101 anni compiuti Schedoni Giuseppe, come si presentava ai clienti mettendo il cognome avanti, pioniere di una generazione di capi d’impresa nati in una bottega artigiana e capaci di fare grande un’azienda nel mondo.

Per lui i pellami, le scarpe e anche le sellerie dei bolidi del Cavallino non avevano segreti. Macinava record e chilometri con la stessa frenetica e felice passione. «Non l’ho mai visto fermo un attimo sin da quando ero ragazzo - ricorda commosso il figlio Mauro, 72 anni - Era capace di prendere un campionario e guidare giù fino a Bari dai clienti anche il fine settimana. Io facevo fatica a tenergli dietro. Per lui l’idea di essere andato in pensione era relativa perchè sino all’ultimo, quando camminava senza problemi, capitava sempre in ditta. E si raccomandava sempre di parlare con i collaboratori, che lui considerava tutti parte di una grande famiglia. Non è riuscito mai a vederli come dipendenti anonimi, dei numeri. E questo ce lo ha insegnato giorno per giorno».

Ieri, nella chiesa della Sacra Famiglia, stretti dietro alla famiglia con nipoti e pronipoti che cominciano ad affacciarsi in ditta, c’erano tutte le maestranze. Occhi lucidi e lacrime nascoste dai fazzoletti per persone che lo conoscevano da decenni e che anche quando compì un secolo di vita vollero fargli una festa a sorpresa; per un pomeriggio tra le macchine sofisticate e i pellami costosi la produzione s’interruppe per una grande torta e i brindisi di rito.

Per lui, figlio di un calzolaio di Formigine, la crescita e l’esplosione negli anni del boom arrivarono passo dopo passo, scarpa dopo scarpa. La sua notorietà arrivò con la Formula 1 e le scarpe per i piloti e per tutti coloro che amavano la guida sportiva; la collezione firmata per Puma fece furore. L’accoppiata con il cavallino Rampante poi era scritta del destino. «Enzo Ferrari - aggiunge Mauro Schedoni - mi raccontò che quando nel 1946-47 andava a Maranello notava sempre a Formigine le scarpe esposte fuori dalla bottega. A quell’epoca si facevano a mano e mio padre era molto bravo, aveva imparato sin da ragazzo con suo padre». Negli anni ’70 il decollo con una collezione di valigie su misura per una Ferrari 308, che aveva un bagagliaio così piccolo da tenere solo una borsetta, come dicevano con un sospiro i fortunati possessori.

E invece, come per un abito su misura, Mauro Schedoni con i consigli del padre tira fuori un set di valigie di pelle che moltiplica gli spazi a disposizione per i bagagli. E poi arrivano le sellerie, i sedili cuciti alla perfezione con i pellami più pregiati per cui immediatamente si sparge nel mondo la fama di sedili comodi e lussuosi come le poltrone di casa.

Negli anni i set di valigie sono diventati più di 70 mila, il carbonio ha affiancato i pellami di lusso e la griffe Schedoni - Made in Modena è diventata un must. E anche un indirizzo indispensabile per prototipi, come il sedile per le corse costruito apposta per Schumacher. Oggi che anche le multinazionali tascabili sono a rischio crisi, le piccole grandi imprese come quelle di nonno Giuseppe restano un esempio anche alla quinta generazione.

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