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Dai Map al cimitero: ecco la rete dello spaccio

Dai Map al cimitero: ecco la rete dello spaccio

San Felice. La polizia di Mirandola arresta i pusher e sequestra 24 dosi di cocaina Sfruttavano le strade di campagna per raggiungere i clienti: 40 giorni di indagini

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SAN FELICE. Una rete di spacciatori che si ramifica in tutta la Bassa, e si serve di manovalanza al dettaglio per esaudire le richieste di droga di 20enni, ma anche 50enni del tutto insospettabili. È il quadro piuttosto inquietante confermato dall’ultima operazione della polizia del Commissariato di Mirandola che ha arrestato due spacciatori a San Felice, e sta lavorando per risalire nella scala gerarchica ai loro fornitori. L’indagine d’altra parte era partita dalla squadra mobile di Modena, che per parte sua ha sequestrato nei mesi scorsi ingenti quantità di droga, mettendo nel mirino i due giovani nordafricani presi a San Felice.

I dettagli dell’operazione sono stati resi noti a Mirandola dal commissario Fabio Pecoraro e dai suoi collaboratori. Per gli arresti si sono resi necessari circa 40 giorni di pedinamenti e intercettazioni degli uomini dell’Anticrimine, ma anche la collaborazione di tanti cittadini, che hanno accolto la polizia nelle loro case per consentire di documentare uno spaccio minuzioso e astuto. I due arrestati, un clandestino di 30 anni e un immigrato regolare e incensurato di 35, ospiti fissi di parenti in una casa di San Biagio, nascondevano infatti la droga in postazioni diverse e andavano agli appuntamenti con la minima dose indispensabile, cosicchè, quand’anche fermati, avrebbero schivato l’arresto. La coppia si muoveva a bordo di una Punto Bianca, tra Mirandola e San Felice. Preferivano le strade di campagna: via Villa Gardè, via Rotta, via Pioppe, via Tassi. E in via Tassi a San Felice avevano anche un punto di appoggio, presso parenti, nei moduli abitativi dei terremotati dove la polizia ha anche effettuato sopralluoghi e perquisizioni. Già, perché la rete dello spaccio si serve di numerosi nordafricani, che offrono copertura a quanti poi vendono, a 100 euro al grammo, le dosi di cocaina.

A Mirandola era stata la volante a notare strani movimenti, segnalando la Punto Bianca. Da lì erano partite le indagini che hanno aperto uno squarcio su un fenomeno niente affatto compromesso dal terremoto o dalla crisi. Così l’altra sera, dopo avere documentato lo spaccio in via Tassi, la polizia ha bloccato davanti al cimitero due degli insospettabili consumatori. Recuperata la droga dai clienti, l’operazione, coordinata dal sostituto procuratore Marco Imperato, e con la collaborazione della polizia municipale e di unità cinofile, si è conclusa con l’arresto e con il sequestro di 24 dosi di cocaina, 10 grammi di marijuana e 1500 euro probabile provento dello spaccio. L’arresto è stato convalidato dal Gip, ma è chiaro che il fiume di droga diretto ogni giorno nella Bassa troverà presto altre strade e altre tecniche per soddisfare un mercato di clienti - a volte persone molto note - che preoccupa. (ase)

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