Gibertoni: «Il Pd difende i soliti noti»
La candidata del Movimento Cinquestelle all’attacco: «Io sono legittimata, loro sono diversamente trasparenti»
Giulia Gibertoni ha cominciato già da qualche giorno il suo tour senza sosta per la regione in vista delle elezioni del 23 novembre che opporranno due modenesi. Ma a dir la verità non la preoccupa Bonaccini. Preferisce concentrarsi sulle sue proposte, dai fondi europei alla legalità.
Stupita del risultato della consultazione che l’ha premiata?
«Soddisfatta della fiducia che mi hanno accordato gli iscritti e della velocità e trasparenza con cui è stata approntata la lista: cinquanta candidati consiglieri, tutti a loro volta candidati come governatore, con delle primarie a 50 quindi. Un procedimento chiaro e una consultazione effettiva. Altrove invece mi pare che si decida prima il candidato presidente, a colpi di equilibri interni fragili e quote di corrente, passi avanti, passi indietro e campagne elettorali personalistiche e poi, con fatica come abbiamo visto, solo alla fine si decide la lista».
Su cosa punterà la sua campagna elettorale?
«Sul lavoro, sulla tutela delle Pmi, sulla salute e sui servizi pubblici. Che pubblici e ben funzionanti devono restare e fare l'interesse di tutti, conservando accesso e disponibilità ampie. Su una allocazione trasparente dei fondi europei e su una necessaria riorganizzazione della mobilità».
Se dovesse scegliere tre priorità?
«Sanità pubblica, di livello adeguato alle esigenze dei cittadini e ben dislocata e disponibile sul territorio; tutela dell'ambiente inteso come qualità dell'aria e qualità dell'acqua, come salute e patrimonio paesaggistico; tutela delle Pmi e del lavoro, in parallelo con la campagna nazionale per il reddito di cittadinanza».
I suoi avversari continuano a ripetere che è stata scelta da poche persone e con metodi non democratici: si sente legittimata?
«Il percorso è stato totalmente trasparente. Il M5S è l'unica formazione politica in cui tutti gli iscritti possono candidarsi. Mi spiace invece vedere con che fatica il Pd ha messo insieme una lista con un valore del tutto incoerente dato alle primarie. Prima si sono sfruttate le primarie come una bandiera, poi dato il forte calo di presenze, Bonaccini ha detto che era addirittura meglio non abusarne. Allo stesso modo per la lista modenese: dopo aver capovolto le consultazioni raccolte nei circoli, le hanno ridefinite al volo: “non erano primarie”, ma “una strada diversa”. Ecco sarebbe interessante capire qualcosa in più di questo essere “diversamente” trasparenti».
Per una delle sue prime uscite ha scelto un tema caldo come la legalità.
«La legalità è un valore che deve riguardare tutti, senza bandiere di parte. Quella che immaginiamo è una Regione da braccialetti bianchi che porti la trasparenza in ogni candidatura e scelta e nella gestione di ogni fondo pubblico, con più stringenti norme contro la corruzione e le infiltrazioni mafiose».
Preoccupata dai problemi che il suo movimento ha avuto negli ultimi mesi tra espulsioni e fraintendimenti?
«Il M5S è un laboratorio in continua evoluzione e sempre aperto a opinioni diverse e nuove istanze di protezione dei beni comuni. Restano però degli ideali di base che non devono essere traditi mai. Adesso l'obiettivo di tutti noi è la battaglia per l'Emilia Romagna, in cui le disuguaglianze aumentano ogni giorno e si riducono le possibilità per chi è fuori dai giochi a causa di una malagestione che perdura da troppo tempo».
Grillo cosa le ha detto?
«Quando mi ha chiamato per le congratulazioni mi ha detto scherzando: “Guarda che c'è stato un riconteggio, non sei più candidata presidente per due voti”».
Il Pd la preoccupa?
«Il Pd preoccupa tutti coloro che sono residenti in questa regione, me compresa, perché tra inceneritori, cementificazione, infrastrutture inutili, scempio della sanità pubblica e trascuratezza nella ricostruzione e nella gestione del dissesto idrogeologico mira a preservare un sistema di potere che fa posto solo a pochi e mette a repentaglio la vita e il benessere di tutti gli altri».
Perchè dovrebbero votare lei e non Bonaccini?
«Dovrebbero votare noi perché siamo rimasti gli unici a difendere realmente gli interessi dei cittadini e i diritti sociali. Forse dovremmo chiederci piuttosto perché votare Bonaccini. La sua continuità con le scelte di un'amministrazione rivolta al passato e agli interessi corporativi è infatti evidente».
@dvdberti
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