Il “sistema Serramazzoni” non sorprende i cittadini
La pubblicazione degli 11 imputati accolta con freddezza dagli abitanti «Nulla di nuovo, chi non prende la mancia in Italia?». Il sindaco: «Ci difendiamo»
SERRAMAZZONI. Undici nuovi imputati? «Nulla di nuovo sotto il sole». C’è amarezza tra i cittadini per le vicende urbanistiche del “sistema-Serra”. Una storia che non riguarda solo il capoluogo, finito sotto la lente d’ingrandimento per la Funeral house. «Sono fatti noti da tempo - ha spiegato Stefano Magnanelli - non c’è nulla di nuovo. Se si attende ancora un po’ i processi finiranno in prescrizione». Tanti cittadini parlano, non tutti però desiderano comparire in prima persona. «L’Ufficio tecnico non funziona - ha detto un cittadino - perché l’amministrazione nuova è ferma». «Per un certificato di destinazione urbanistica servono 30 giorni - ha aggiunto un altro - e il Comune se li prende tutti, quando va bene».
«Attendiamo fiduciosi - ha ripreso Stefano - ancora non sembra che abbiano avuto il coraggio di voltare pagina. Speriamo non abbiano bisogno di quattro anni meno due mesi».
Sul punto, ma anche sulle indagini, ha risposto il sindaco Roberto Rubbiani. «Con le nuove pratiche edilizie stiamo andando a una velocità quasi regolare - ha detto - purtroppo c’è il problema del pregresso, per cui occorrono personale e risorse. La giustizia sta compiendo il suo percorso bisognerà attendere il verdetto dei giudici. Abbiamo nominato legali per difenderci». La pazienza di aspettare non sembra condivisa da tutti. A San Dalmazio, sede di diverse inchieste (dall’inceneritore a Casa Contardo), la notizia dei nuovi nomi è stata letta con un mix di rassegnazione e rabbia. «Siamo in Italia - ha commentato Franco Gianotti - chi è che non prende la mancia? Purtroppo si sa già tutto».
«Non ci si fida più del Comune - ha replicato Barbara Rizzo - anche per quelle piccole cose che restano da fare da anni e mai affrontate. Abito a 800 metri dal centro. Attendiamo lavori per la strada da 14 anni. Perché fermare anche i lavori dell’asilo di Riccò? In pratica era concluso: è questo l’unico dispiacere». Nella frazione di Riccò, al centro dell’attenzione per la vicenda “Happy Children”, c’è chi difende il passato. «Dico bene di tutti - ha sostenuto Mario Vandelli - spiace per il trattamento ricevuto dall’ex sindaco Fornari: il paese le aveva dato fiducia». «La prima volta era stato così - ha replicato Francesco Guerini - forse non è stato un bene. L’asilo? Il problema di Riccò è che sta diventando una “frazione fantasma”, piena di anziani». «Ci sono tre iniziative per tutto l’anno - ha concluso Nadia Balduniyk - poi non si vedono persone».
Gabriele Farina
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