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lavoratori a bologna

In 800 per lo sciopero

La protesta contro la riforma di Renzi

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Sono almeno cinquecento i lavoratori del comprensorio che hanno aderito allo sciopero generale di otto ore di oggi e alla manifestazione di Bologna, organizzata dalla Cgil contro la riforma del lavoro avviata dal governo Renzi.

E a manifestare le ragioni di chi non ci crede contribuiranno anche il segretario della Cgil sassolese Francesco Cancilla e Mauro Sentimenti, dell'associazione Le Ragioni del socialismo, che stasera alle 20,30 in Sala Biasin continueranno a esprimere critiche al testo e alla proposta eliminazione dell'articolo 18.

Insieme a loro ci saranno il deputato Pd Corradino Mineo, da tempo critico verso il governo, Lanfranco Turci, ex presidente della regione Emilia Romagna, e Tania Scacchetti, della segreteria provinciale Cgil di Modena. “Come associazione – spiega Sentimenti – sosteniamo con convinzione la protesta della Cgil nei confronti di una riforma che con l'eliminazione dell'articolo 18, il demansionamento, il controllo a distanza, riporta il lavoro a una condizione servile di cui pensavamo di esserci liberati nel secolo scorso». «Il governo - continua - racconta diverse falsità in un'azione di autentica propaganda: che l'articolo 18 divida i lavoratori in serie A e serie B e che eliminandolo si arrivi a una condizione migliore, mentre non farà che peggiorarla per chi ha tutele oggi senza darne a chi non ne ha; che l'articolo 18 blocchi gli investimenti esteri quando è noto che non c'è nesso, i problemi sono l'eccesso di burocrazia, l'incertezza della giustizia, il deficit infrastrutturale; che l'articolo 18 sia ostacolo ad aziende sotto i 15 dipendenti per crescere, mentre tre quarti di queste contano fra 2 e 6 lavoratori appena. Le scelte sono invece orientate a dare strumenti ai più forti della società italiana, a favorire i detentori di capitali rispetto ai lavoratori. Nella serata parleremo non solo di articolo 18, ma a proposito di questo evidenzieremo come garanzie analoghe esistano praticamente in tutta Europa e racconteremo significative storie di licenziamenti “La Cgil parte da qui – ha aggiunto Cancilla – per una battaglia che sarà lunga e difficile, ma noi vogliamo riportare al centro del dibattito il lavoro e il mondo produttivo del paese. Non è questione di singole voci, l'impianto della riforma e perfino come si innesta sulla legge di stabilità, non ci trovano d'accordo. Mancano anche le promesse tutele che non sono finanziabili: c'è 1 miliardo dove ne servirebbero circa 20”.

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