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Garage Ferrari, l’edificio è da demolire ma si cerca la “scappatoia”

di Serena Arbizzi
Garage Ferrari, l’edificio è da demolire ma si cerca la “scappatoia”

La proprietà deve abbattere due piani o dimostrare “l’impossibilità tecnica” pagando però una sanzione. I vicini che hanno vinto la causa: l’abuso è evidente

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«Siamo soddisfatti di quanto ha deciso il Consiglio di Stato sul garage Ferrari. Adesso ci aspettiamo che la sentenza venga rispettata e la proprietà ottemperi a quanto le viene richiesto». È stata una battaglia durata anni quella di Antonella Dallari e della sua famiglia, residenti vicino al garage Ferrari, contro la struttura multipiano di via Trento Trieste. Il Consiglio di Stato, la cui sentenza non è impugnabile, ha respinto l’appello del Comune e della società B.A. Service contro la sentenza del Tar che aveva annullato la concessione edilizia del garage Ferrari.

Adesso, il garage Ferrari andrà incontro alla demolizione, a meno che la B.A. Service, proprietaria della struttura, non dimostri che vi sono ragioni valide che impediscono l’abbattimento. Se andrà in porto quest’ultima ipotesi, però, la B.A. dovrà pagare una sanzione, al posto della demolizione. «Si tratta di un nuovo capitolo di una vicenda che si trascina da molti anni, avviata da mio padre, che ora non c’è più – prosegue Antonella Dallari – La mia famiglia ha intrapreso le vie legali perché il garage Ferrari rappresenta un abuso edilizio». Anche l’avvocato Giovan Ludovico Della Fontana, che assiste la famiglia Dallari, esprime soddisfazione. «Eravamo piuttosto ottimisti – commenta il legale – era evidente il mancato rispetto dei limiti volumetrici previsti dalla normativa».

Anche il Comune replica alla sentenza, passando il pallino alla B.A.Service e descrivendo le ipotesi che si potrebbero prefigurare: «La società B.A. Service spa ha tempo ancora oltre un mese per presentare il progetto che il Comune le ha richiesto lo scorso maggio in esecuzione della sentenza del Tar del 2013, poi confermata dal Consiglio di Stato – si legge nella nota del Municipio - Il provvedimento del Comune, infatti, dava alla società 180 giorni per provvedere alla demolizione totale dell’edificio o alla demolizione parziale, della parte eccedente il limite di 6 metri cubi per metro quadro con mantenimento della parte residua, oppure per presentare un progetto che dimostri con certezza l’impossibilità tecnica della demolizione della parte eccedente o dell’intero edificio senza pregiudizio della parte rimanente, con conseguente applicazione della sanzione pecuniaria» in luogo della demolizione. Il termine di 180 giorni tiene conto, si precisa nel provvedimento, «della ultraventennale esistenza del fabbricato, delle difficoltà insite nella demolizione, delle complicazioni esecutive che presuppongono una programmazione, anche con riguardo alle attività di terzi insediate nell’immobile».

La parte eccedente è rappresentata dagli ultimi due piani del parcheggio per un volume complessivo di circa 13mila metri cubi. Nel provvedimento si sottolinea che «l’immobile, benché di proprietà privata, costituisce un’importante servizio indispensabile per le esigenze pubbliche della sosta del centro storico” e rappresenta una struttura di “pubblico interesse”», conclude la nota.

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