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La passione nell’Antica Roma e un provocatorio destino

di Angela Sciavilla
La passione nell’Antica Roma e un provocatorio destino

Angelica Riddel, visionaria artista catalana, vincitrice del Leone d’Argento propone il suo "You are my Destiny" che trae spunto dalle cronache di Tito Livio

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Trasgressiva e imprevedibile attrice, regista, autrice e poetessa della scena contemporanea internazionale, Angélica Liddell torna a Vie dopo il successo di "Te haré invencible con mi derrota" nel 2011. L'artista catalana debutta oggi in prima nazionale al Teatro Storchi con "You are my destiny (Lo stupro di Lucrezia)" alle 21 e replica domani alle 21.30.

Lo spettacolo trae spunto dalle immagini del cinema di Sergej Paradžanov, dalla storia della mitologica Lucrezia raccontata da Tito Livio nella sua "Storia di Roma" e si ispira al celebre sonetto di Shakespeare, dedicato alla donna che fu nota alle cronache per essere stata la causa della cacciata di Sesto Tarquinio e la sua stirpe da Roma. "You are my destiny" si focalizza attorno ai temi del suicidio, della vendetta, della sofferenza, ma anche dell'amore e del desiderio.

Si racconta una vera storia di passione che si spinge al di là della morte, con lo scopo di reinterpretare la figura archetipica della donna che si uccide dopo aver perso l'onore.

Il lavoro è prodotto nell'ambito di Prospero, progetto che dal 2008 promuove la cooperazione culturale in Europa e animato da alcuni teatri del panorama internazionale, compresa l'Ert Fondazione di Modena. Si tratta di una performance surreale, talvolta brutale e a tratti ironica e leggera. Il linguaggio espressivo utilizzato si fa carico della violenza e del sacrificio, affrontando in scena le ossessioni autobiografiche della regista. Il suo aspetto fisico esile e dolce pare contrapporsi alla poetica dell'eccesso che la caratterizza, che ricorda la rabbia del punk o certe opere del Goya nero.

Il suo è un teatro astratto, che blocca il respiro, di forte impatto emotivo, riconosciuto dalla critica per la sua capacità di raccontare in maniera visionaria la storia, trasfigurando i canoni della narrazione classica. Le sue opere si caratterizzano per una pluralità di stili che rispecchia l'inconscio dell'artista stessa: "Si potrebbe dire che il mio mondo interiore è psicopatico ma non ha bisogno di uccidere qualcuno, perché può scrivere. Il teatro è follia sotto controllo, sotto tonnellate di controllo", così la Liddell parla del suo rapporto con la creazione e i tormentati impulsi.

Sono performance che dividono il pubblico, le si apprezza o le si detesta, ma non lasciano mai indifferente lo spettatore. La giuria della Biennale Teatro di Venezia le ha consegnato l'anno scorso il Leone d'Argento per il suo «teatro di resistenza, per aver cancellato il confine dei generi e gli stili d'arte, facendo sì che la miscela di parole, immagini, suono, gioco, il drammatico, il divertente e il tragico compongano un tutt'uno».

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