Malasanità e liti in corsia: ecco il difensore dei malati
Il caso di un risarcimento di 125mila euro per errata asportazione dei linfonodi «Tuteliamo i diritti dei pazienti». Per medici e infermieri corsi di “bon ton”
Linfondi asportati inutilmente, esito della pratica: al malato un risarcimento pari a circa 125mila euro. Lite in corsia tra familiari del paziente da una parte e medici e infermieri dall’altra, esito della pratica: incontro pacificatore.
Nel mezzo di questi casi, dai più gravi fino a semplici proteste, c’è l’associazione carpigiana “Ddm”, che sta per Difensore dei diritti del Malato. Ne avevamo già parlato sulla Gazzetta qualche anno fa ma, vista l’importanza del ruolo svolto dal “Ddm” all’interno del Ramazzini per dirimere le controversie tra pazienti e Servizio Sanitario, vale la pena tornare sull’argomento. Nell’ufficio a piano terra dell’ospedale (di fronte alla sede “Amo”), ci accolgono Alberto Spaggiari e Emma Franzoni, volontari di lungo corso.
«L’attività svolta nell’ambito della Sanità - dicono - è complessa ed è inevitabile che a volte si verifichino incomprensioni tra cittadino e chi lavora al suo servizio. Ecco, il nostro compito è accogliere e ascoltare le lamentele degli utenti e di consigliarli al meglio per risolvere i loro casi».
«Quando si tratta di lamentele sui rapporti con il personale - spiega Emma Franzoni -, e sto parlando di familiari che, ad esempio, accusano gli infermieri di non accudire nel modo migliore il loro caro, oppure di pazienti che se la prendono con i medici definiti “arroganti”, segnaliamo la questione al reparto e spesso si risolve tutto con un incontro chiarificatore. Nel caso in cui - continua - vi siano danni per presunti errori medici allora la procedura è nominare, da parte dei parenti della vittima, un medico legale e successivamente un avvocato. Poi la palla passa all’assicurazione ospedaliera». Dall’inizio dell’anno in corso l’associazione ha registrato 21 casi di cui alcuni relativi ad ospedali fuori provincia; due controversie con cliniche private; 6 richieste di consulenze e perizie medico legali; 3 risarcimenti in via di definizione. «Probabilmente - spiega Emma Franzoni - i casi sarebbero di più, ma gli utenti spesso rinunciano a segnalazioni ufficiali temendo “ritorsioni” da parte dei medici. Noi sottolineiamo sempre che è un timore infondato, ma tanti, insomma, preferiscono lasciar correre». «L’Ausl - spiega Spaggiari - allo scopo di migliorare i rapporti sociali con l’utenza, ha già predisposto corsi per medici e infermieri. Devo dire però che forse corsi simili andrebbero organizzati anche per i cittadini i quali, a volte, hanno atteggiamenti sopra le righe. Sto parlando di certe liti che si verificano al Cup (il centro prenotazioni visite specialistiche), e al Pronto Soccorso». Per contattare il Difensore dei Diritti del Malato è possibile telefonare al numero 059-659477.
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