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Arrestato all’aeroporto il coltivatore della droga

Arrestato all’aeroporto il coltivatore della droga

Zocca. I carabinieri gli avevano sequestrato una maxi piantagione e i laboratori Era in Spagna quando vennero fermati i suoi operai. Bloccato al rientro in Italia

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ZOCCA. Carlo Bonvicini, 42 anni, di Missano, è stato arrestato subito dopo l’atterraggio all’aeroporto di Bologna.

I carabinieri di Zocca e di Serramazzoni lo attendevano al varco da alcuni mesi, da quando avevano scoperto in via Mulinazzo una vera e propria piantagione di marijuana, nella casa intestata ad una ignara bambina, casa che l’uomo aveva preso in affitto.

Nel fondo, particolarmente impervio e inaccessibile, i carabinieri avevano scovato a giugno 750 piante, oltre a quasi un chilo di marijuana, funghi allucinogeni, semi per la coltivazione di marijuana e tutta l’attrezzatura per confezionare le dosi. In quella occasione vennero arrestati due collaboratori di Bonvicini, uno dei quali aveva dichiarato di essere stato assunto da poco, per la cifra di 100 euro al giorno

Di Bonvicini però in quella occasione nessuna traccia. Le indagini dei carabinieri di Zocca e Serra all’epoca avevano infatti accertato che l’uomo era volato in Spagna.

Nei giorni scorsi il sostituto procuratore Pasquale Mazzei ha acquisito la documentazione, chiedendo una misura cautelare al Giudice delle Indagini preliminari, che ha emesso una ordinanza, perché Bonvicini venisse rintracciato, arrestato e messo agli arresti domiciliari. Nell’ordinanza del Gip Paola Losavio si ipotizza infatti che i frequenti viaggi all’estero possano essere legati al traffico delle sostanze stupefacenti anche verso quello Stato.

Circostanza avvalorata dal fatto che Bonvicini risulta socio fondatore in Spagna di una associazione di consumatori di droghe leggere, alla quale non è affatto escluso che parte della produzione zocchese - destinata per lo più ai consumatori locali e del bolognese - potesse essere indirizzata.

Fatto sta che dopo l’arresto dei suoi collaboratori Bonvicini si sarà certamente sentito nel mirino dei carabinieri frignanesi. È rimasto per mesi in Spagna, poi ha evidentemente deciso di rientrare in Italia. È così arrivato all’aeroporto di Bologna, dove è stato prelevato e condotto ai domiciliari dai militari dell’Arma.

Ora potrà difendersi davanti al giudice, sostenendo ad esempio che le 750 piante di marijuana che sono state sequestrate avevano un basso principio attivo. Circostanza che il giudice nella sua ordinanza di arresto smonta preventivamente, sostenendo che nella super serra di via Mulinazzo (per la verità le serre erano tre, dotate di lampade e tutta l’impiantistica necessaria) semplicemente poteva non essere riuscita bene la coltivazione, le cui finalità sarebbero invece evidenti.

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