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Corteo per casa e lavoro respinto l’assalto all’Acer

di Gabriele Farina
Corteo per casa e lavoro respinto l’assalto all’Acer

Fumogeni, striscioni e slogan. La polizia carica e disperde i manifestanti «Torneremo più numerosi». Bloccato il cavalcavia Cialdini, vernice contro Seta

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Cariche con le forze dell’ordine, strade bloccate e vernice a go-go. È la manifestazione con cui oltre duecento persone hanno chiesto ieri con forza «casa, reddito, dignità». Un grido alzatosi dalle 8.30 in via Carteria, di fronte all’ex deposito carcerario. La protesta ha unito studenti, lavoratori, precari e famiglie, come in altre parti d'Italia. C’erano il Collettivo autonomo studentesco, lo Spazio Guernica, lo sportello sociale La Rage, il sindacato intercategoriale Cobas lavoratori auto-organizzati e il laboratorio Scossa.

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«Blocchiamo la città - ha detto un manifestante - non c’interessa la fantomatica legalità: ridiamo diritti agli sfruttati». «Stop al falso perbenismo - ha ripreso un altro - a Modena tante famiglie cercano una casa». Dopo un’assemblea, alle 9.25 è partito il corteo con fumogeni, striscioni e tante bandiere. «L’unica ragione che conoscono è la forza - ha detto un manifestante - ci abbassiamo a questo livello». «Perché pagare un permesso di soggiorno?», ha chiesto un altro. Il corteo s’è diretto verso la sede di Legacoop. In via Fabriani i dimostranti hanno acceso un fumogeno e incollato uno striscione con la scritta “Legacoop mafia”. Slogan ripetuto sotto le finestre. «Chiediamo di lavorare otto ore e non tredici», hanno rivendicato i Cobas.

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«Le nostre scuole crollano. Basta badge e lavagne multimediali», dicevano gli studenti. In viale Storchi, davanti all’Acer, il clou: «La casa è un diritto, l’affitto una rapina. Mandiamo il padrone a vivere in cantina», scandivano cercando d’entrare. Poco dopo la prima carica e agenti in tenuta antisommossa, con scudi e manganelli, hanno sbarrato l’accesso. Ancora pochi minuti ed eccone una seconda. «Dovreste essere con noi», ha detto qualche giovane. Nessun ferito, ma qualche attacco di panico. Sulla scena anche quindicenni. «Le case ci sono per tutti. Torneremo più numerosi». Anziché proseguire verso la Cgil come previsto, i dimostranti hanno marciato lungo il cavalcavia Cialdini. Gli agenti consigliavano agli automobilisti diretti a sud di tornare indietro, mentre già non si andava verso nord. Due minuti e il traffico è stato interrotto. Sul ponte protesta contro Hera («Ci sfrutta con le bollette, facciamo allacci abusivi») e Seta («Guai se alzano i biglietti»). «Se gli agenti useranno le pistole Taser dopo il decreto stadi - ha ripreso uno studente - risponderemo con la lotta».

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Tappa sotto la Cgil, chiusa per la protesta del sindacato: «Siamo in questa crisi anche per colpa loro». In viale della Cittadella hanno chiamato in strada gli studenti del Muratori. Sono entrati in autostazione gridando “sciopero”, tirando vernice arancione sul tetto della biglietteria e sul vetro del primo sportello. «Quella dei biglietti è un’altra truffa - ha ammonito un giovane - aspettatevi di tutto». Davanti al Novi Sad due persone mascherate hanno imbiancato tre punti sosta in zona blu. «Protestiamo contro lo spreco di denaro pubblico per il Novi Park», hanno spiegato alcuni. In via Berengario hanno fatto quadrato per scrivere sul muro “Basta speculazioni. Fuori i soldi” contro «i settanta milioni per l’ex Sant’Agostino». Alle 11.50 sono tornati in via Carteria, gridando agli agenti di allontanarsi mentre qualche negozio abbassava le saracinesche. «Modena è stata nostra - hanno detto - e non sarà l’ultima volta».

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