Due espositori del mercato sfrattati e poi riammessi
Due commercianti morosi “sfrattati” per poco più di un giorno e poi “riabilitati”... a termine perchè il Comune aveva fatto un errore. La curiosa vicenda ha come teatro il mercato coperto di via...
Due commercianti morosi “sfrattati” per poco più di un giorno e poi “riabilitati”... a termine perchè il Comune aveva fatto un errore.
La curiosa vicenda ha come teatro il mercato coperto di via Albinelli, dove la maggior parte degli espositori sono riuniti in un consorzio, quello appunto del mercato coperto di via Albinelli, per la gestione del mercato e dei rapporti con l’amministrazione comunale la stesura di vari regolamenti e la creazioni di iniziative.
Accade che due espositori, una rivendita di pane e una rivendita di pesce, non stessero navigando in buone acque: al consorzio infatti non avevano corrisposto, si parla di alcune migliaia di euro, l’affitto, il canone. Insomma c’era un debito e questo debito doveva essere saldato. Del caso dunque si occupa l’amministrazione comunale, reparto economia: la procedura prevede che al moroso venga recapitata una comunicazione ufficiale in cui si avvisa che, se non pareggerà il debito entro venti giorni, il Comune, tramite polizia municipale, provvederà al sequestro dei banchi espositivi. Con il sequestro però si rischia anche la revoca della licenza. L’altro giorno ecco che ai due banchi al mercato si presenta la polizia municipale che esegue il sequestro del banco, una specie di sfratto. Niente soldi, niente pagamento del debito, procedura che percorre pertanto il suo iter.
Ma passa soltanto un giorno ed ecco che i due banchi hanno nuovamente e il permesso di riaprire. Dietrofront, c’era stato un errore, il Comune se ne è accorto ed è corso ai ripari. La “famosa” notifica che annunciava i 20 giorni di tempo per saldare il debito, non era stata inviata ai due commercianti. La spada di Damocle si era persa in qualche meandro burocratico, in qualche ufficio senza passare dal mercato. Quindi lo sfratto è stato dichiarato nullo. Ma contemporaneamente, ora sì in forma ufficiale, sono partiti i venti giorni per i due espositori. Insomma, il debito, comunque, è da saldare.
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